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Scandalo ad Harvard, tra droga e razzismo


Scandalo ad Harvard, tra droga e razzismo
28/05/2009, 13:05

Harvard è un po' il simbolo dei campus americani, la più famosa università insieme a Yale - e al MIT, anche se quest'ultima p di tipo ingegneristico - di tutti gli Stati Uniti. Ma rischia di essere travolta da una storia dovo sono mischiati sesso, droga e probabilmente molto razzismo.
Tutto inizia quando, lo scorso 18 maggio, all'interno del campus, vicino uno dei dormitori, viene trovato morto Justin Cosby, 21 anni, considerato uno spacciatore e non facente parte dell'università. Ad ucciderlo, come è stato accertato in seguito dalla Polizia, è stato Jordan Copney, 20 anni, anche lui esterno all'università. Secondo la ricostruzione, Copney aveva tentato di derubare Cosby della marijuana che aveva e di 1000 dollari guadagnati vendendo la droga agli studenti. Cosby ha reagito e Copney ha estratto la pistola, sparando numerosi colpi. E tutto sembrava finito.
Ma venerdì scorso le autorità universitarie hanno intimato a Chanequa Campbell di raccogliere le sue cose e di andare via. Chanequa è una ragazza modello: studia con ottimi voti; è entrata al campus con due borse di studio (sponsorizzate dal New York Times e dalla Coca Cola). ma non ha alcun legame con la vicenda sopra descritta, se non il fatto che conosce la fidanzata di Copney. Però, parlando con la stampa, Chanequa ha detto che in effetti lei è stata cacciata per razzismo, perchè è di colore e non è una ricca aristocratica come la maggior parte di coloro che studiano in questa università. E questo fatto riapre una dolorosa ferita, che si cerca sempre di nascondere. Infatti, il fatto che Harvard sia razzista non è un segreto. Lo dice la percentuali di persone di colore (solo l'11% del totale) e lo dice il fatto che spesso studenti di colore dell'università sono stati fermati e arrestati, senza alcun motivo, dalla polizia locale. Ci sono state anche denunce, in questi casi, ma si sa come vanno le cose negli USA: le denunce contano qualcosa solo se a farle è un ricco o se c'è una campagna stampa che solleva qualche polverone. Ma il razzismo di Harvard non è un fatto isolato. Ogni università di queste più famose ha precisi limiti (non conosciuti come numero, ma si sa che esistono), di ebrei, neri, ispanici, europei e così via. Negli anni '50 e '60 ci furono anche delle proteste per questo che è un segreto di pulcinella; ma succesivamente fu messo tutto a tacere.

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di Antonio Rispoli
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