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Scandalo Petraeus, stasera parla Obama


Scandalo Petraeus, stasera parla Obama
14/11/2012, 13:05

Impossibilitato ormai a eludere lo scandalo, il presidente Usa Barack Obama sara' costretto oggi ad affrontare il 'caso Petraeus': lo fara' alle 19:30 ora italiana nella sua prima conferenza stampa dopo la sua rielezione alla Casa Bianca, una conferenza gia' convocata sui temi economici e che pero' lo costringe a confrontarsi pubblicamente con uno scandalo sempre piu' ampio.

Il presidente avrebbe preferito probabilmente concentrarsi sul 'fiscal Cliff' e i suoi sforzi per dar vita all'Obama-bis, dovra' invece spiegare perche' e' stato tenuto all'oscuro dello scandalo gia' costato le dimissioni al capo della Cia, David 
Petraeus e che sta sollevando interrogativi sul comandate delle truppe Usa e Isaf in Afghanistan, il generale, John Allen. Secondo la versione della Casa Bianca, Obama ha ricevuto le prime informazioni sulla vicenda lo scorso mercoledi', il giorno dopo le elezioni, nonostante l'Attorney General e gli alti vertici del dipartimento Giustizia conoscessero la vicenda da tempo, cosi come almeno due deputati repubblicani.

A una settimana appena dal voto, il 'caso 
Petraeus' domina le prime pagine dei giornali Usa (e non solo) e ancora non e' chiaro se si tratta solo di un feuilleton o ha implicazioni politiche e di sicurezza insospettabili. Washington - Martedi' la Casa Bianca ha espresso la sua fiducia al generale Allen, messo sotto inchiesta dopo che l'Fbi - che indagava sulle minacce inviate e-mail da Paula Broadwell, l'amante-biografa di Petraeus, a Jill Kelley- ha scoperto un fiume di corrispondenza tra il capo militare ni Afghanistan e la 37enne di origine libanesi che, non pagata, si dedicava a Tampa a organizzare eventi sociali tra i militari e le loro famiglie nella base Aerea MacDill.

Il volume della corrispondenza (30mila pagine di e-mail, alcune definite "inappropriate") e' tale da risultare "sconveniente" per un ufficiale. Atteso a Washington di fronte al Congresso questa settimana per un'audizione che avrebbe dovuto confermare la sua promozione al posto di comandante supremo della Nato in Europa, Kelly adesso torna a Kabul e vi rimarra' fino a quando l'inchiesta non e' finita.

Nelle ultime ore gli hanno espresso fiducia tanto il capo del Pentagono, Leon Panetta, che il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen. Ma mentre lo scandalo monta, ad Obama non resta altra possibilita' che spiegare perche' sia stato tenuto all'oscuro.

 

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di Veronica Riefolo
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