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L'inchiesta di un giornalista cinese

Schiavi al lavoro per assemblare l'I-phone 5

Condizioni disumane alla Foxconn,azienda fornitrice di Apple

Schiavi al lavoro per assemblare l'I-phone 5
14/09/2012, 18:22

Hi-tech raffinato e condizioni di lavoro disumane. Non è una novità per la Cina, ma nemmeno per le multinazionali con radici in tutto il mondo. Anche la Apple: "Le condizioni dei lavoratori miglioreranno", aveva promesso a marzo scorso l'azienda cinese Foxconn, tra i fornitori di marchi blasonati come Microsoft, HP, Dell e, appunto, il gigante di Cupertino. Ma proprio a ridosso del lancio dell'I-phone 5, che promette di ammaliare milioni di tecnodipendenti nel mondo, l'inchiesta-choc di un giornalista cinese mostra che le condizioni di lavoro restano assimilabili a quelle di schiavi. 
Il reporter si chiama Wang Yu, per dieci giorni si è fatto passare per un operaio e ha lavorato proprio sull' I-Phone 5.  Ha sperimentato, e potuto raccontare, le condizioni disumane nelle quali sono costretti a lavorare i dipendenti dell'azienda. Il suo compito era assemblare la parte posteriore del telefono, al ritmo di cinque ogni minuto, per un turno di dieci ore consecutive. Per questo, prima di entrare in fabbrica, Wang ha dovuto compilare un questionario per la valutazione della sua salute mentale: questo perché in Cina, il rischio suicidio per i ritmi alienanti di lavoro è molto alto.  Come se non bastasse, ha dovuto firmare un contratto nel quale sollevava l'azienda da ogni responsabilità per eventuali conseguenze negative, dal punto di vista psicologico ma anche fisico, derivanti dall'uso di componenti tossici. 
"Dopo aver ripetuto la medesima azione per ore - scrive Wang - avevo un dolore terribile al collo e al braccio. Un nuovo assunto davanti a me era esausto e si è seduto per un momento. Il supervisore lo ha visto e l'ha punito obbligandolo a stare in piedi in un angolo per dieci minuti".
Il luogo di lavoro è un porcile con le finestre sbarrate, o peggio sprangate, scarafaggi e parassiti fanno festa nell'immondizia e negli armadi. La Foxconn, nella sua immagine "ufficiale", pubblicizza diversi servizi per i suoi dipendenti come palestre e piscine, ma è un bluff: c'è solo una sorta di biblioteca e una festa del fine settimana.  
 In queste condizioni lavorano nell'ombra gli operai dell'I-phone e di tanti altri prodotti pronti a conquistare fette di mercato. Di notte, in piedi, ritmi massacranti, senza mai poter lasciare il proprio posto. 

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di Gaia Bozza
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