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"C'è il rischio di un complotto franco-americano"

Sciopero generale contro Gbagbo. Pericolo in Costa D'Avorio

Nominato il nuovo ambasciatore in Francia

Sciopero generale contro Gbagbo. Pericolo in Costa D'Avorio
27/12/2010, 19:12

I partiti che sostengono Alassane Ouattara, vincitore dichiarato delle elezioni presidenziali dello scorso novembre, hanno dichiarato da oggi uno sciopero generale per aumentare le pressioni sull'ex presidente Laurent Gbagbo, arroccato a Abidijan.
"Confermiamo che abbiamo dichiarato lo sciopero generale in tutto il paese", ha dichiarato Patrick Achi portavoce di Ouattara impegnato in un braccio di ferro con Gbagbo che si rifiuta di cedere la presidenza denunciando brogli elettorali. "Non dobbiamo permettergli di rubare la nostra vittoria", si legge in un comunicato diffuso dal partito del presidente eletto. Nelle scorse settimane sia Ouattara che Gbagbo hanno giurato come presidenti facendo aumentare la tensione nel paese sull'orlo della guerra civile e dove dall'inizio del mese vi sono stati 170 morti negli scontri.
Le Nazioni Unite, l'Unione Europea e il blocco regionale dell'Africa occidentale, Ecowas, hanno riconosciuto la vittoria di Ouattara. E ieri le autorita' dell'aeroporto svizzero di Basilea hanno confiscato l'aereo di Gbagbo come richiesto dal "legittimo governo" della Costa d'Avorio, secondo quanto ha reso noto un portavoce del ministero degli Esteri francese dal momento che l'aeroporto in questione e' amministrato sia da autorita' svizzere che francesi. Sembra però che non abbia trovato sostenitori in Costa d'Avorio lo sciopero generale contro il presidente uscente Laurent Gbagbo. Gli ivoriani sono andati a lavorare come ogni lunedi', ignorando l'appello a protestare fino a quando Gbagbo non andra' via lanciato da Alassane Ouattara. "Tutto funziona come al solito, come se nessuno avesse ascoltato l'appello", ha riferito un testimone oculare dalla capitale. Domani Gbagbo affrontera' l'ultima sfida, quando incontrera' i leader di Benin, Sierra Leone e Capo Verde che dovrebbero consegnargli un messaggio della Comunita' economica dei paesi africani occidentali (Ecowas) con la richiesta di farsi da parte. Il governo di Alassane Ouattara nel frattempo designa un nuovo ambasciatore della Costa d'Avorio a Parigi in sostituzione di Pierre Kipre' e la Francia ne ha preso atto. E' quanto riferiscono i media francesi, citando il portavoce del Quai d'Orsay, Bernard Valero. "Abbiamo preso atto di tale decisione delle autorita' ivoriane legittime, insieme alla richiesta di gradimento per un nuovo ambasciatore: la procedura e' in corso", ha detto Valero. Intanto, stando ai media francesi, una trentina di sostenitori di Ouattara avrebbero occupato pacificamente l'ambasciata ivoriana di Parigi, bloccandone l'ingresso su place dell'Etoile, in attesa del nuovo titolare. Nella sede diplomatica non e' presente l'ambasciatore Kipre' nominato da Laurent Gbagbo, il presidente uscente che non vuole farsi da parte, nonostante la comunita' internazionale riconosca come legittimamente eletto al ballottaggio del 28 novembre scorso il suo avversario Ouattara.
Intanto il presidente uscente della Costa d'avorio, in un'intervista pubblicata dal quotidiano francese Le Monde, mette in guardia contro la possibilita' di una ''guerra civile'' nel suo paese: ''potrebbero esserci disordini interni perche' non ci facciamo calpestare i nostri diritti e le nostre istituzioni''.
Gbagbo denuncia ''le prese di posizione incredibili, inspiegabili e ingiustificabili'' di Francia e Stati Uniti i quali, al pari di gran parte della comunita' internazionale, hanno riconosciuto come vincitore al secondo turno delle presidenziali il 28 novembre scorso, il suo rivale Alassane Ouattara: ''Questi paesi incitano allo scontro interno''. Gbagbo denuncia un ''complotto'' franco-americano volto a estrometterlo dal potere.
La Francia però smentisce Laurent Gbagbo. Le accuse del presidente uscente ''non hanno alcun fondamento, e non devono occultare le prese di posizione della comunita' internazionale, e in particolare delle Nazioni Unite, della Cedeao, dell'Unione africana, dell'Unione europea e del Fmi'', ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Parigi, Bernard Valero, durante un incontro con la stampa.

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di Redazione
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