Dal mondo / Africa

Commenta Stampa

Dopo-Mubarak, ancora proteste ad una settimana da elezioni

Scontri in Egitto, 4 morti: arrestata candidata premier


Scontri in Egitto, 4 morti: arrestata candidata premier
20/11/2011, 18:11

IL CAIRO - È ancora tensione in Egitto, dove si moltiplicano le proteste di piazza in vista delle elezioni tra una settimana a seguito della caduta di Mubarak. Il conto alla rovescia verso le urne non sembra distendere gli animi in una nazione ancora spaccata e su cui vi è l’ombra della guerra civile. Da giorni migliaia di persone manifestano in piazza contro il maresciallo, Hussein Tantawi, capo del Consiglio supremo delle forze armate, che guida il Paese e che, secondo i dimostranti, "continua la politica di Mubarak". E non mancano vittime e feriti negli ultimi tumulti scoppiati per le strade del paese: il bilancio è di quattro morti, centinaia di feriti, numerosi arresti. Gli egiziani chiedono le dimissioni del ministro dell’Interno e dell’intero governo e che la guida del Paese sia affidata a civili fino alla nomina di un nuovo presidente eletto. Piazza Tahrir al Cairo, simbolo della rivoluzione di inizio anno, è stata invasa da 5mila manifestanti: la polizia ha fatto irruzione nella piazza, e dopo poco sono scoppiati gli scontri in cui quattro persone hanno perso la vita. Tra gli arrestati figurerebbe anche la candidata presidenziale Butaina Kamel in sciopero della fame da qualche giorno per chiedere il rilascio degli egiziani in prigione per decisione di tribunali militari. Il ministro della cultura egiziano Emad Abou Ghazi, intanto, si è dimesso per protesta contro le violenze dei militari.
Il 28 novembre gli egiziani andranno alle urne e dovranno scegliere tra oltre 6.700 candidati, in rappresentanza di 47 partiti politici, molti dei quali nati solo dopo la cacciata di Hosni Mubarak. Prima voteranno per la Camera bassa (in tre tornate diverse, dal 28 novembre nell’arco di sei settimane), poi sempre in tre diversi turni per il Consiglio della Shura. Solo dopo la riscrittura della Costituzione, in teoria tra marzo e aprile, si andrà finalmente al voto del presidente della Repubblica.
Nonostante le proteste il governo egiziano, dopo un vertice d'emergenza, ha comunicato che non ha intenzione di dimettersi ma si è impegnato a far svolgere le elezioni legislative domenica prossima. "Quanto sta succedendo ora ha per obiettivo quello di far annullare le elezioni e di impedire la creazione delle istituzioni dello stato democratico", si legge in un comunicato.

Commenta Stampa
di Davide Gambardella
Riproduzione riservata ©