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Centinaia di migliaia i giovani antisistema scesi in piazza

Scoppia la rivolta in Spagna, quasi nessun giornale ne parla

La protesta è partita dalla centralissima piazza di Madrid


Scoppia la rivolta in Spagna, quasi nessun giornale ne parla
20/05/2011, 00:05

MADRID - Dopo le scosse telluriche, in Spagna, arrivano anche quelle sociali: da Twitter e Facebook l'attivismo si è trasferito nella piazza principale di Madrid (La Puerta del Sol) attraverso la viva (ma per ora totalmente pacifica) protesta di centinaia di migliaia di giovani "indignados" provenienti da tutto il territorio iberico.
Guardando le immagini in diretta attraverso ustream e tramite i video caricati su youtube, si intuisce subito la portata non trascurabile del movimento di contestazione e rivendicazione; esploso questa volta nel cuore dell'Europa. Uno dei pochi giornali italiani che sono occupati di raccontare brevemente la rivolta, l'Unità, scrive che il folto gruppo di persone è composto in prevalenza da giovani che si autodefiniscono "senza casa" (e senza futuro) e che, esasperati, hanno deciso di scendere in piazza per esigere una reale alternativa all'attuale classe politica che dirige la Spagna.
Precari, disoccupati e studenti: tutte categorie che raccolgono sempre più persone e che trasudano sempre più rabbia e frustrazione. Questi nuovi gruppi di "scontenti" travano attraverso internet il modo di coordinarsi ed organizzarsi per grandi manifestazioni di massa. Un popolo di insoddisfatti che cresce di numero giornalmente e al quale, lo stesso Zapatero, resosi conto della grande partecipazione che ha riscosso il movimento, ha detto di voler dare ascolto. Gli "Indignados" denunciano in particolare la collusione tra politici e banchieri e molti di loro non nascondono simpatie per il pensiero anarchico; visto come unica alternativa credibile all'oramai azzoppato modello democratico.
Al momento, alle ore 00:08, si nota la piazza ancora stracolma e si sente con chiarezza la voce di un ragazzo che parla attraverso un impianto d'amplificazione invocando il ricambio politico, la coscienza sociale e le riforme che aiutino i giovani e le categorie deboli. Poi ancora:"No alla speculazione", "no alla privatizzazione", "no ai politici corrotti".

NASCE IL MOVIMENTO 15-M
E se in Italia esiste il Cinque Stelle, in Spagna c'è quello che anche l'Unità definisce "il movimento spontaneo dei giovani anticrisi del «15 M» (per 15 maggio)". Sono stati già 50.000 gli attivisti coinvolti nei movimenti di piazza e, sia il centrodestra che il centrosinistra spagnolo, ha mostrato vivo interesse per la nuova formazione partita dal basso ed esplosa grazie al web 2.0. Del resto, con un tasso di disoccupazione pari al 20%, la Spagna è un terreno sicuramente molto fertile per la nascita di sommosse sociali su larga scala.
Il 15-M conta sull'adesione di centinaia di migliaia di persone ed è riuscito a raggiungere oltre 40 città iberiche. Intanto, anche Zapatero, dato già per perdente alle elezioni previste per il prossimo 22 maggio, si dice disposto a dare ascolto alle istanze dei giovani  che denunciano:"Si salvano le banche e non i cittadini" e poi precisano:"Non siamo noi ad essere antisistema ma è il sistema ad essere contro di noi". Il malcontento spagnolo, però, evidentemente non interessa molto gli organi d'informazione italiani che, fino ad oggi, hanno trattato in maniera non troppo approfondita i fatti di Madrid (in tv il primo servizio su Madrid è passato il pomeriggio del 19 maggio).
Anche l'Unità, infatti, è arrivata con tre giorni di ritardo sulla manifestazione e l'articolo comparso sul Corriere è datato 18 maggio. L'Ansa ha diffuso qualche riga passata però inosservata data la mole schiacciante di notizie (e non notizie) legate alle amministrative 2011. Distrazioni magari anche comprensibili dato il periodo anche se, ciò che resta difficile credere, è la mancanza d'attenzione praticamente generalizzata e contemporanea e la scarsa risonanza dell'evento riscontrata anche su organi come Reuters e La Stampa; solitamente attenti a tutto ciò che di importante accade all'estero.

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di Germano Milite
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