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Parla l'uomo che contrasta la politica sanitaria di Obama

Scott: la difesa della sanità privata


Scott: la difesa della sanità privata
14/04/2009, 09:04

Dal nostro inviato negli USA - “Immaginate di svegliarvi un giorno e tutte le decisioni mediche sono fatte da un consiglio nazionale federale”. Ecco cosa si sente in uno spot radiofonico che cerca di spaventare gli ascoltatori. Si chiarisce che in un sistema del genere tutte le decisioni mediche personali come la scelta del dottore non verrebbero fatte dal paziente come avviene adesso. Chi parla è Richard L. Scott, un imprenditore americano, fondatore del gruppo Conservatives for Patients’ Rights, un’associazione che si oppone alla politica di sanità del presidente Barack Obama.


La riforma della sanità è ancora agli inizi e fino ad ora si ignorano i dettagli del programma di Obama. Ciononostante Scott crede di sapere che si tratterà di una visione socialistica alla quale lui si oppone. Per combattere questa direzione Scott ha già fatto ricerche in altri Paesi per documentare i “mali” della sanità che non mette l’enfasi sul privato.
Scott sa qualcosa della sanità privata. Fu fondatore e direttore esecutivo della Columbia Hospital Corporation (CHA) dal 1987 fino al 1997 quando fu licenziato dal consiglio della ditta per uno scandalo che includeva frode ai programmi di sanità governativa come Medicaid e Medicare.


Scott però crede che il sistema di sanità privato funziona molto meglio di quelli governativi perché offre scelta al paziente e costi ridotti mediante la concorrenza. In sintesi, si tratta del concetto clichè che l’iniziativa privata produce benessere mentre il governo non fa altro che sprecare soldi e controllare la libertà dell’individuo. Poco importa a Scott che il sistema della sanità privata non copre quasi 50 milioni di americani.
Scott non sarebbe preso sul serio dato il suo coinvolgimento con lo scandalo che gli fece perdere il lavoro di dirigente alla CHA. Ciononostante come un imprenditore di successo con un solidissimo conto in banca riesce a “comprarsi” credibilità. Scott vuole investire 5 milioni di dollari per combattere e mantenere la dominanza della sanità privata negli Stati Uniti.
L’immagine di Scott come rappresentante della sanità privata fa molto piacere ai suoi avversari per il fatto di poterlo dipingere come esempio della corruzione dell’iniziativa privata. Ecco come lo vedono i dirigenti della Healthcare for America Now (HCAN), un gruppo che secondo il loro sito Internet sostiene di rappresentare 30 milioni di individui e 190 membri del Congresso favorevoli ai principi generali sulla sanità del presidente Obama.
Se la sinistra dunque sorride all’idea di Scott come rappresentante della politica sulla sanità privata quelli della destra si sentono imbarazzati nonostante il fatto di condividere le sue idee generali. Persino coloro che hanno opposto con successo la politica di riforma della sanità di Bill Clinton nel 1994 vedono la possibile leadership di Scott come problematica. Altri però sono attratti dal fatto che Scott ha deciso di investire forti somme di denaro per silurare qualsiasi proposta di sanità che diminuisca il forte ruolo dell’iniziativa privata.
Non sarà facile però fermare la riforma di Obama. Gli americani si sono resi conto che l’iniziativa privata senza controlli governativi conduce agli eccessi di Wall Street che poi dovranno essere risolti dai cittadini con le loro tasse. L’ira degli elettori, per esempio, contro i bonus offerti agli esecutivi di AIG (American International Group) rimane nella mente di molti. La AIG, come si sa, è una ditta di assicurazioni. Inoltre il clima politico americano e mondiale ha chiarito che il governo deve intervenire per risolvere la crisi nazionale ed internazionale.
Non è il momento propizio per cantare le lodi dell’iniziativa privata. Con ciò non si fa altro che ricolorare il quadro delle assicurazioni private che hanno come motivo principale il profitto e non la salute della gente. Viene subito in mente il costo esorbitante delle medicine, il fatto che non pochi anziani devono scegliere fra medicine e cibo, e coloro che vanno in Canada o Messico per comprare le medicine a prezzi ragionevoli.
I quattro punti basilari della filosofia di Scott sulla sanità sono “la scelta, la concorrenza, la trasparenza e la responsabilità personale”. Parla della sua responsabilità personale e dello scandalo che costrinse il consiglio della sua ditta a licenziarlo?
 

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di Domenico Maceri
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