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Scontri e resistenza

Senegal: continua la protesta scontri tra studenti e polizia a Dakar

Studenti protestano per l'uccisione di un ragazzo durante il

Senegal: continua la protesta scontri tra studenti e polizia a Dakar
01/02/2012, 21:02

Ancora violenze e morti in Senegal. Lunedì sera a Podor, nel nord del Paese, due persone, uno studente di nome Mamadou Sy e una passante di 60 anni, il cui nome non è stato ancora rivelato, sono rimaste uccise nel corso di una manifestazione contro la candidatura del presidente uscente Abdoulaye Wade alle presidenziali del 26 febbraio. Altre cinque persone sono rimaste ferite.
Nuovi scontri sono scoppiati oggi a Dakar in Senegal, tra studenti e polizia.
Un giornalista dell'Afp ha reso noto che i tafferugli sono esplosi questa mattina nel campus dell'università pubblica tra le forze dell'ordine e alcuni studenti che protestavano per la morte di Mamadou Sy.
La decisione del Consiglio costituzionale senegalese di autorizzare il presidente Wade a ricandidarsi per un terzo mandato alle presidenziali, nonostante la Costituzione del 2001 lo vieti, e di invalidare quella del cantante Youssou Ndour ha esasperato ancor di più la popolazione.
Sull’argomento si sono espressi anche gli Stati Uniti, che pur “rispettando il processo giuridico e politico senegalese” hanno ricordato a Wade che “l’atteggiamento degno di un capo di Stato sarebbe quello di cedere il posto alla prossima generazione”.
Secondo il segretario di Stato aggiunto Usa, William Burns, la candidatura di Wade “potrebbe mettere in pericolo la democrazia, lo sviluppo e la stabilità politica che il Senegal ha costruito sul continente nel corso di decenni ".
Dichiarazioni che non hanno più di tanto scosso la presidenza. “Dico ai nostri amici nordamericani che comprendiamo la loro preoccupazione, ma ormai è troppo tardi. Wade è un candidato” ha replicato il ministro incaricato della campagna elettorale di Wade, El Hadj Amadou Sall, durante un’intervista in una trasmissione del canale privato Television Futurs Media. “È il popolo senegalese a decidere”.

 

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di Anna Carla Broegg
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