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Maroni continua a prendersela con Belgrado

Serbia: arrestati 19 ultrà al rientro dall'Italia


Serbia: arrestati 19 ultrà al rientro dall'Italia
14/10/2010, 13:10

BELGRADO (SERBIA) - Hanno avuto una brutta sorpresa gli ultrà serbi che sono ritornati dall'Italia dopo la trasferta a Genova. 19 di loro sono stati arrestati al momento di superare il confine ed altri 169 sono stati identificati, sui 526 finora tornati in Italia. Lo afferma il Ministro degli Interni serbo, Ivica Dacic.
Intanto il suo omologo italiano, Roberto Maroni, continua a riversare le responsabilità dell'accaduto sui serbi: "Il messaggio che abbiamo ricevuto dall'Interpol di Belgrado parlava di cento tifosi che sarebbero partiti per Genova per assistere all'incontro di calcio, divisi in due gruppi. E si riservavano di comunicare ulteriori notizie nel caso fossero sopraggiunte. Proprio questa nota delle autorità serbe ha indotto la nostra polizia a considerarla una partita che si poteva gestire con le forze che abbiamo messo a disposizione. E' chiaro che se ci avessero detto arriva una banda di criminali ultras che potrebbero mettere a ferro e fuoco la citta, avremmo gestito in modo diverso. Quindi questa carenza di informazioni c'è stata. Detto questo le nostre forze dell'ordine si sono comportate nel migliore dei modi evitando la strage. Nessun appunto può essere fatto alla gestione dell'ordine pubblico fatta dal prefetto, dal questore e dalle forze di polizia. Solo grazie al loro sangue freddo non ci sono stati nè feriti, nè morti. E se la Uefa avesse adottato le misure che noi seguiamo in Italia per le partite di calcio, come la tessera del tifoso, certi episodi sarebbero sicuramente evitati. Le critiche del sindaco di Genova? Ci rido sopra, ho le spalle larghe".
Intanto Ivan Bogdanovic, il capo ultrà arrestato, ha chiesto scusa all'Italia: "Chiedo scusa all'Italia e agli italiani. Mai abbiamo pensato di danneggiare l'Italia che è un paese che mi piace molto. Non c'ero mai stato, ma è bellissimo. Non mi aspettavo che ci fossero problemi politici con l'Italia. Non credevo che la partita sarebbe stata sospesa e non ho nulla a che vedere col le tigri di Arkan".

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di Antonio Rispoli
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