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Partorito documento vago e ambiguo, che dice tutto e niente

Seul: al G20 tutti cantano vittoria, ma il risultato è zero


Seul: al G20 tutti cantano vittoria, ma il risultato è zero
12/11/2010, 09:11

SEUL (COREA DEL SUD) - Alla fine è andata come tutti si aspettavano: un documento vuoto e privo di novità sostanziali, ma con un linguaggio abbastanza ambiguo e vago da permettere a tutti, in particolare agli Usa, di cantare vittoria. Perchè questo vertice era indispensabile agli Usa per darsi una riverniciata e nascondere i problemi di valuta che hanno gli Stati Uniti, stretti tra una abnorme immissione sul mercato di banconote e il basso valore che hanno alcune monete come il renimbi cinese.
E così nel documento finale si stabilisce che bisogna ridurre gli attivi commerciali dei Paesi iper-esportatori come la Cina, ma senza stabilire dei termini o delle sanzioni; gli squilibri verranno monitorati dal Fondo Monetario Internazionale, che però non avrà alcun potere per intervenire; è stato cancellato ogni riferimento esplicito alla sottovalutazione di alcune monete, che la Cina avrebbe visto come una critica esplicita alla propria moneta. Le uniche cose sostanziali sono il cambiamento dei rapporti di forza all'interno del Fmi, che ormai vede la Cina terza potenza e le new entry di India e Brasile, il tutto a scapito dell'Europa. Un'Europa che preoccupa, per gli attacchi finanziari a cui è stata sottoposta la Grecia e a cui pare che presto verrà sottoposta l'Irlanda. Tanto che gran parte della discussione è stata focalizzata proprio sul Vecchio Continente.

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di Antonio Rispoli
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