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Si teme una forte astensione, circa la metà dell'elettorato

Si aprono i seggi in Iran per eleggere il Parlamento nazionale


Si aprono i seggi in Iran per eleggere il Parlamento nazionale
02/03/2012, 10:03

TEHERAN (IRAN) - Alle 8 di questa mattina, ora locale (le 5.30 in Italia) si sono aperti i seggi in Iran. Il corpo elettorale è chiamato a scegliere i 290 parlamentari della Camera unica che fa da organo legislativo in Iran. Il timore principale è la forte astensione: nel 2008 andarono a votare solo il 55% degli aventi diritto. Per questo negli ultimi tempi la campagna elettorale ha picchiato più che altro sull'andare a votare: con una così bassa affluenza, poche migliaia di voti possono fare la differenza.
Le parti principali in causa sono il Paidari (Fronte della Resistenza) vicino al Presidente Ahmadinejad, che spera di fare qualcosa di meglio del 2008, quando non superò un terzo circa dei seggi; e il Motahed (Fronte Unito), vicino all'ayatollah Khamenei, che punta ad essere ancora il primo partito del Paese. Come "terzi incomodi", altri due partiti: Istadegi (Fronte della Durata), vicino a Rezaei, avversario di Ahmadinejad alle presidenziali del 2009; e La Voce del Popolo, partito di recente costituzione fatto da transfughi del Paidari in rotta col Presidente.
Insomma, per Mohammud Ahmadinejad una nuova battaglia politica "solo contro tutti". Il rischio politico è di doversi trovare nella stessa situazione in cui si è trovato negli ultimi quattro anni: una minoranza in Parlamento che non riesce ad approvare nulla o quasi del suo programma e la necessità di contrattare con i singoli parlamentari degli schieramenti avversi per ottenere i voti necessari. Insomma, un Presidente che è sempre stato un'anitra zoppa, come si dice negli Usa. Ed inoltre è un presidente in scadenza: nel 2013 ci saranno nuove elezioni ed Ahmadinejad, avendo già fatto due mandati, non è ricandidabile.

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di Antonio Rispoli
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