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Muro contro muro all’Onu: Russia e Cina bocciano

Siria: al di là delle vittime lo scontro è diplomatico


Siria: al di là delle vittime lo scontro è diplomatico
13/03/2012, 16:03

DAMASCO - Tutti sembrano concordare su un punto: la violenza in Siria deve essere fermata . Ma è sul come che le posizioni restano ancora divergenti. Al di là del tragico numero delle vittime siriane (oggi fonti Onu hanno fatto sapere che da inizio rivolta sarebbero 8.000 i morti), la partita si sta giocando anche e soprattutto da un punto di vista diplomatico, sul quale un punto d’incontro sembra essere ancora lontano. Continua, infatti, il muro contro muro sulla Siria, con Stati Uniti e Occidente da una parte e Russia e Cina dall’altra.
L’ultimo botta e risposta si è consumato nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, ammette che Mosca nutre “forte preoccupazione” per gli avvenimenti sul terreno, e pure che “non c’è alcun dubbio che le autorità siriane hanno una enorme responsabilità per la situazione attuale”. Nonostante ciò, aggiunge che un cessate il fuoco dovrebbe esserci da entrambe le parti e che il Consiglio di sicurezza dell’Onu non deve essere “manipolato” come è avvenuto per la Libia. il concetto è sempre lo stesso: nessuna interferenza dall’esterno, questa aumenterebbe solo la violenza.
Anche la Cina, che non ha mandato il suo ministro degli Esteri, ha ribadito tramite il suo ambasciatore all’Onu, Li Baodong, che Pechino è “contro ogni interferenza negli affari interni nel nome degli interventi umanitari”. Si tratta di una nuova bocciatura alla bozza di risoluzione che il Consiglio di Sicurezza ha messo a punto (la terza dopo che le prime due sono state bocciate sempre da Russia e Cina) e che si concentra in particolare sull’assistenza umanitaria alla popolazione siriana.
Nel testo si afferma infatti che “le autorità (siriane) devono consentire immediatamente il libero ingresso agli operatori umanitari”, ma anche che “il governo siriano deve proteggere il suo popolo, rilasciare tutte le persone arbitrariamente detenute, ritirare le forze militari dalle città”, mentre “i membri armati delle forze di opposizione sono invitati ad astenersi da ogni violenza”.

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di Antonio Formisano
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