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Parigi ammette: "Aiuti militari a ribelli ma non letali"

Siria: ancora bombe su Damasco e Daraa, 18 uccisi


Siria: ancora bombe su Damasco e Daraa, 18 uccisi
22/08/2012, 10:41

Con nomi e cognomi, video e foto che ne documentano la morte, attivisti siriani presenti sul posto hanno riferito poco fa dell'uccisione, in varie località del Paese, di 18 persone la metà delle quali nella regione di Damasco. Nella capitale, i carri armati sono tornati a bombardare i sobborghi, secondo i residenti e' l'attacco piu' intenso da un mese. Il bilancio è pubblicato con tutti i dettagli dalla piattaforma di attivisti Sham.org. Solo ieri i Comitati di coordinamento locali avevano documentato l'uccisione di 230 persone in tutta la Siria. Stamani, gli attivisti e i testimoni riferiscono di nove uccisi tra i quartieri periferici di Kfar Suse e Qadam a Damasco e del sobborgo di Daraya. A Daraa, capoluogo meridionale, si contano 4 uccisi, tre dei quali rinvenuti stamani con segni di colpi di arma da fuoco alla testa. A Idlib, nel nord-ovest, un mortaio ha centrato un'abitazione civile uccidendo una donna suo figlio. A Homs il corpo senza vita di un giovane è stato ritrovato sul ciglio di una strada secondaria con segni di tortura. Altre due vittime si registrano rispettivamente a Dayr az Zor e a Hasake. Sul sito Internet www.shaam.org sono pubblicati i video che secondo gli attivisti documentano queste informazioni. L'autenticità dei filmati non può essere verificata in modo indipendente. Queste gli ultimi aggiornamenti mentre le agenzie battono la notizia secondo la quale la Francia fornisce ai ribelli siriani aiuti militari. “Si tratta - ha precisato il primo ministro Jean-Marc Ayrault - di mezzi non letali, strumenti di comunicazione e di difesa". Intervistato dal canale radiofonico Bfmtv-Rmc, Ayrault ha affermato che quella di Parigi e' stata una risposta alle "richieste del Consiglio nazionale siriano", il cui presidente e' stato nei giorni scorsi nella capitale francese, ma ha voluto sottolineare che la Francia non fara' come l'America di Goerge W. Bush quando attacco' Iraq senza l'avallo dell'Onu. "Quello per noi resta un esempio", ha spiegato il primo ministro, "ci opponemmo e abbiamo avuto ragione. Fini' tutto nel caos".

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di Veronica Riefolo
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