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Dopo Damasco l’inviato speciale è volato a Teheran

Siria: Annan e Assad concordano un nuovo piano

“Dialogo politico e esecutivo di unità nazionale”

Siria: Annan e Assad concordano un nuovo piano
09/07/2012, 18:07

DAMASCO - Un colloquio “positivo e costruttivo”: con queste parole l’inviato speciale di Onu e Lega Araba, Kofi Annan, ha commentato il faccia a faccia avuto con il presidente siriano Bashar al-Assad. I due si sono accordati su un nuovo piano per mettere fine al bagno di sangue in Siria: questo, viene fatto sapere, basato sul “dialogo politico” e sulla proposta di un esecutivo di unità nazionale uscita dal summit di Ginevra del 30 giugno, dovrà ora essere sottoposto ai ribelli.
Ad illustrare l’esito dell’incontro alla stampa è stato Kofi Annan: “Abbiamo discusso della necessità di mettere fine alle violenze e dei modi e dei mezzi per farlo”, ha spiegato, aggiungendo che insieme al presidente siriano è stato identificato un nuovo approccio da mettere in atto, “che sarà sottoposto ora all’opposizione armata”. La roadmap delineata da Annan e Assad, in perfetta coerenza con quanto emerso dal summit internazionale di Ginevra, prevede un governo con membri del regime e dell’opposizione. Ma su questo punto i ribelli non cedono: nessuno, infatti, è disposto ad immaginare un futuro che coinvolga Assad al potere.
Dopo essersi fermato due giorni in Siria, l’inviato speciale è poi volato a Teheran, per colloqui con i vertici iraniani. Annan ha infatti ribadito più volte che la crisi in Siria non può essere risolta senza il coinvolgimento di Teheran, solido sostenitore del regime di Damasco: e proprio a Teheran sono in programma colloqui con i vertici del regime degli ayatollah, con al centro la crisi siriana.
Intanto, un invito a trovare una “soluzione pacifica” per la Siria è arrivato dall’altro alleato di Assad, la Russia. “Sono convinto che dobbiamo fare tutto il possibile per portare le parti in confitto a trovare una soluzione politica pacifica su tutti i temi in questione”, ha detto il capo del Cremlino, Vladimir Putin che, però, ha anche messo in guardia contro l’ipotesi di un intervento esterno, evocato dal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.

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di Antonio Formisano
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