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Ritrovati i corpi dei piloti del caccia turco

Siria, Assad: commessi “errori”, ma denuncio il “complotto straniero”

Domani riunione del gruppo a Parigi: Russia e Cina assenti

Siria, Assad: commessi “errori”, ma denuncio il “complotto straniero”
05/07/2012, 18:07

ANKARA – I corpi di Gokhan Ertan e Hasan Haksoy, i due piloti del caccia turco abbattuto il 22 giugno scorso dalla contraerea di Damasco, sono stati recuperati. A darne notizia è la tv privata Cnn-Turk, secondo la quale il ritrovamento è avvenuto al largo delle coste di Latakia, a circa 1260 metri di profondità, vicino alla carlinga dell’aereo spaccato in otto pezzi. Intanto, mentre continua la tensione diplomatica tra la Siria e la Turchia proprio in merito a questo incidente, sul quale i due Paesi danno versioni differenti, per la prima volta il presidente siriano, Bashar al-Assad, ha ammesso di aver commesso degli “errori” dall’inizio della rivolta contro il suo regime, anche se ha precisato però che “il ruolo delle interferenze straniere pesa molto di più”: “Alla fine, anche noi siamo umani”, ha detto in una lunga intervista al quotidiano turco “Cumhuriyet”, che è stata pubblicata in successive tranche. Il presidente siriano ha inoltre ribadito di avere il sostegno del suo popolo, senza il quale “sarei già stato rovesciato come lo scià d’Iran”. “I disordini in atto in Siria - ha insistito - non hanno niente a che vedere con le rivolte in Egitto e in Tunisia”.
Intanto, non si arrestano gli scontri sul territorio, e proprio l’escalation di violenze continua a preoccupare la comunità internazionale che domani si ritroverà a Parigi al convegno “Amici della Siria”, per coordinare gli sforzi dei Paesi occidentali e arabi e mettere fine alle violenze. Dopo la Russia, anche la Cina ha annunciato che diserterà la riunione del gruppo. Gli occhi, dunque, sono puntati su Parigi, in attesa dell’esito della terza riunione della comunità internazionale sulla crisi (un centinaio di delegazioni presenti, tra cui anche i gruppi di opposizione ad Assad). Non ci sarà il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, trattenuto a Roma dal Consiglio dei ministri odierno, e sostituito dal sottosegretario, Marta Dassù. Ma da Roma il responsabile della Farnesina ha ammonito che “non si devono armare i ribelli” siriani.

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di Antonio Formisano
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