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Amnesty: "Esecuzioni sommarie e torture ad Aleppo"

Siria, Assad: "Lode a militari che combattono terroristi"


Siria, Assad: 'Lode a militari che combattono terroristi'
01/08/2012, 11:02

Combattimenti tra le forze siriane e i ribelli di opposizione sono in corso da questa mattina nei pressi di due quartieri cristiani di Damasco. E' la prima volta che ciò accade dall'inizio della rivolta contro il regime di Bashar al Assad, secondo quanto riferito dall'Osservatorio siriano sui diritti umani. "Secondo le prime informazioni, un soldato è stato ucciso" ha spiegato l'ong che ha sede a Londra. "Si tratta di combattimenti inediti, sono zone in cui i combattenti non avevano avuto accesso fino ad ora", ha affermato Rami Abdel Rahmane, presidente dell'Osservatorio siriano. Bab Touma e Bab Sharqi sono quartieri tradizionalmente cristiani nella città vecchia di Damasco, particolarmente apprezzati dai turisti. In queste aree si trovano numerosi hotel e nelle scorse settimane erano state teatro di manifestazioni in sostegno a Bashar al Assad.

Assad torna a parlare e lo fa in un discorso ufficiale diffuso, in occasione del 67° anniversario dell'esercito, dall'agenzia di Stato Sana. "L'esercito siriano e' impegnato in una battaglia decisiva ed eroica per il suo destino. Il nemico e' tra noi - ha aggiunto Assad - utilizza degli agenti per destabilizzare il paese, la sicurezza dei suoi cittadini e continua ad esaurire le risorse economiche e scientifiche della Siria''. ''Il nostro nemico assume diverse sembianze ma i suoi obiettivi sono chiari. Oggi il nemico ci attacca alle spalle servendosi di collaborazionisti che vengono dall'interno (della patria)... per colpire la stabilità della patria e sovvertire la sicurezza del cittadino'', scrive Assad. Il presidente ha accusato ''bande di terroristi criminali'' ma non ha fatto riferimenti espliciti a potenze regionali che, secondo il regime, sostengono i ribelli anti-Damasco. Rivolgendosi ancora ai militari siriani, al-Assad ha scritto: ''Voi difendete l'onore e la dignità del popolo e riportare la stabilità nella patria. Oggi vi si chiede di essere ancora più pronti perché‚ le nostre forze armate rimangano lo scudo della patria''.

Le violenze in corso ad Aleppo, il polo commerciale della Sria, non sono altro che il culmine di mesi di repressione dei dissidenti, con tanto di esecuzioni sommarie e torture. E' la denuncia di Amnesty International, che per voce della consulente per la crisi Donatella Rovera spiega che ''la situazione attuale ad Aleppo, che mette i civili in grave rischio, e' il deprecabile sviluppo degli abusi commessi dalle forze dello Stato nel Paese''. Le forze della sicurezza hanno sparato contro i manifestanti dentro e attorno ad Aleppo in questo anno e obbligato i familiari delle vittime a firmare dichiarazioni in cui affermavano che i loro parenti erano stati uccisi da terroristi armati, come si legge nel rapporto di Amnesty rilasciato oggi. Nel testo si accusano le autorita' siriane di aver commesso crimini contro l'umanita' e rivolge un appello alla comunita' internazionale, in particolare alle Nazioni Unite, di compiere passi ulteriori e concreti per fare pressione sul regime. Amnesty invita quindi a congelare i beni dei leader siriani, a porre un embargo sulle armi e ad appellarsi all Tribunale penale internazionale.

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di Veronica Riefolo
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