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Intanto a Homs si continua a combattere e morire

Siria: Berlino espelle 4 diplomatici siriani

Solo due giorni fa arrestate due spie nel Paese

Siria: Berlino espelle 4 diplomatici siriani
09/02/2012, 20:02

BERLINO – Quattro diplomatici siriani, tre uomini e una donna, che lavoravano presso l’Ambasciata a Berlino sono stati espulsi, in quanto avrebbero svolto attività “che non sono conciliabili con i diritti di un diplomatico”. La decisione è stata presa dal governo della cancelliera Angela Merkel, in relazione ai tentativi di intimidazione degli oppositori al regime siriano che vivono in Germania. L’accusa a loro rivolta è di spionaggio ai danni dei dissidenti siriani. I quattro dipendenti avranno ora tre giorni di tempo per lasciare il Paese, ma il ministero degli Esteri tedesco non esclude l’ipotesi che nei loro confronti possano essere adottate ulteriori misure disciplinari.
Questa decisione arriva dopo l’arresto di martedì scorso. Solo due giorni fa, infatti, nella capitale tedesca, la polizia aveva fermato due siriani sospetti di attività di spionaggio contro gli oppositori del regime di Bashar al-Assad: i due per il momento sono in stato di fermo. Per chiedere conto delle drammatiche violenze esercitate sulla popolazione dal regime di Assad, inoltre, nei giorni scorsi l’ambasciatore siriano a Berlino era stato convocato più volte dal ministero degli Esteri. In seguito a tali incontri il governo tedesco è stato chiaro: “Non saranno tollerate in Germania azioni contro l’opposizione siriana”.
Mentre la tensione internazionale continua a crescere, con la Lega Araba che pare intenzionata a prendere in considerazione il possibile riconoscimento del Consiglio nazionale siriano (Cns) come legittimo rappresentante del popolo siriano, nel vertice in programma domenica al Cairo, a Homs, il cuore della rivolta, si continua a combattere e a morire. Il paese, infatti, è sempre più sotto assedio e solo oggi sarebbero circa 50 le vittime della repressione del regime. Continua anche il braccio di ferro fra Russia e Usa, mentre l’Unione Europea suggerisce di concentrare le forze su sanzioni e risoluzioni volte a far cessare le violenze, senza il bisogno di un ulteriore spargimento di sangue.

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di Antonio Formisano
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