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Damasco sospettava l'invio di armi e uomini ai ribelli

Siria, bombardato il confine con il Libano

Nato, Rasmussen: "No all'intervento Onu"

Siria, bombardato il confine con il Libano
18/03/2013, 17:37

DAMASCO (SIRIA) - L'aviazione militare siriana ha bombardato per la prima volta una zona al confine con il Libano. Lo hanno dichiarato dall'esercito di Beirut, senza specificare se l'attacco ha riguardato in particolare il territorio libanese. Non si hanno notizie di vittime. Aerei da guerra lealisti siriani hanno lanciato 4 missili contro una zona, ritenuta roccaforte di ribelli nella zona di Arsal, una località a maggioranza sunnita situata a ridosso del confine in territorio libanese. La provincia colpita è abitata da uomini che sostengono il rovesciamento del governo di Bashar al-Assad.
La notizia è stata confermata dall'agenzia ufficiale libanese Nna. I bombardamenti sono avvenuti nei pressi dell'altopiano di Arsal, cittadina libanese a confine con la Siria. La località è l'unica sunnita in un territorio dominato dal movimento sciita libanese degli Hezbollah, vicini al governo di Damasco. Bashar al-Assad ha spesso sospettato che gli abitanti di Arsal inviassero armi e uomini in Siria attraverso il confine. L'attacco di oggi era stato già minacciato nei giorni scorsi. Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, che ha escluso uno schieramento di forze delle Nazioni Unite in Siria. "Non credo sia necessario schierare una forza internazionale sul terreno" ha detto durante una conferenza stampa a Bruxelles. Rasmussen ha ribadito che l'unica missione dell'Alleanza nell'area è quella di proteggere la Turchia, aggiungendo il dispiegamento di missili Patriot, giudicati già utili "a ridurre la tensione tra Siria e Turchia". Inoltre la questione della possibile revoca delle armi alla Siria per sostenere l'opposizione "è un affare europeo - ha aggiunto Rasmussen - e non è nostro compito interferire. Noi dobbiamo assicurare la difesa e la protezione efficace degli alleati, in questo caso il territorio e la popolazione turca".

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di Emanuele De Lucia
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