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L’ennesimo appello al “cessate il fuoco”. Inascoltato

Siria: da Tunisi un nulla di fatto. La Croce Rossa tratta

Riprese le operazioni per evacuare i feriti da Homs

Siria: da Tunisi un nulla di fatto. La Croce Rossa tratta
25/02/2012, 10:02

TUNISI – Dichiarazioni di sdegno, ma soprattutto la richiesta di fermare immediatamente ogni forma di violenza. Il gruppo “Amici della Siria”, riunitosi ieri a Tunisi, non è riuscito ad apportare nulla di nuovo alla tragica situazione siriana, se non l’ennesimo appello ad un “cessate il fuoco”, rimasto ancora una volta inascoltato, per favorire un intervento umanitario. Sul terreno, infatti, continuano i combattimenti: solo ieri è stato di oltre 70 persone il bilancio delle vittime. Numeri che fanno alzare la voce al presidente americano Barack Obama, che assicura che intende utilizzare tutti gli strumenti possibili per fermare “il massacro” in Siria. Obama ha anche aggiunto che è “assolutamente imperativo che la comunità internazionale si unisca per mandare un messaggio” al presidente siriano Bashar al-Assad, per dirgli che “è giunta l’ora della transizione”.
Gli Stati Uniti, dunque, hanno minacciato Assad di fargliela pagare cara se non si dovesse assoggettare alle nuove richieste: si è pensato di formare una forza militare multinazionale, ma composta solo da paesi arabi, che possa provvedere al raggiungimento della pace. La Russia e la Cina, invece, hanno dichiarato di appoggiare la missione di mediatore di Koofi Annan e la Gran Bretagna ha detto che per ora non è previsto alcun rifornimento di armi ai ribelli anti Assad.
Intanto, mentre tutti parlano e cercano di accordarsi, la Croce Rossa internazionale ha ripreso i suoi tentativi di evacuare i feriti, fra cui due giornalisti stranieri, intrappolati nella città siriana di Homs dai bombardamenti delle forze leali al regime di Bashar al-Assad. Ieri la Croce e Mezzaluna Rosse sono riuscite ad evacuare almeno sette feriti e una ventina fra donne e bambini dal quartiere di Baba Amr, nella città ribelle. Ma non i due giornalisti, la francese Edith Bouvier e l’americano Paul Conroy, gravemente feriti alle gambe.

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di Antonio Formisano
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