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L'Onu: porte aperte ad aiuti, Cina e Russia d'accordo

Siria, ennesimo bagno di sangue: 38 morti


Siria, ennesimo bagno di sangue: 38 morti
01/03/2012, 19:03

DAMASCO - Ennesimo massacro di civili in Siria, dove le truppe continuano a dar caccia agli oppositori del regime di Assad. A Golan un'altra giornata di scontri fra militari e disertori ha provocato almeno 15 morti, facendo salire il bilancio delle vittime ad almeno 38 morti in pochissime ore. Un bagno di sangue su cui l’Onu sta cercando di intervenire per il ripristino di un corridoio umanitario, trovando stavolta la piena disponibilità di Russia e Cina, che finora si erano opposti alle misure avanzate per colpire il regime siriano.
Stando ai dati forniti dalle organizzazioni siriane per la difesa dei diritti umani le vittime delle violenze di oggi sarebbero dislocate tra i maggiori centri del paese. Ad Homs 17 civili sono morti negli scontri avvenuti nel quartiere di Baba Amr, riconquistato dall'esercito dopo 26 giorni di bombardamenti, mentre altre quattro persone sono state uccise dai cecchini in altri quartieri della città; due civili sono morti nelle provincie di Hama e Damasco. Il Consiglio Nazionale Siriano (Cns), principale organo dell'opposizione, ha annunciato di voler organizzare le forniture di armi alla ribellione attraverso un nuovo ufficio militare: "Valuteremo le richieste, le necessità, e in quali Paesi cercare: si tratta di difendere la popolazione civile, non di scatenare una guerra", ha spiegato il presidente del Cns, Burhan Ghalioun. Intanto, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha oggi espresso disappunto per il fatto che non sia stato ancora concesso alla responsabile degli aiuti umanitari dell'Onu, Valerie Amos, l'accesso in Siria, e ha pertanto sollecitato le autorita' di Damasco a provvedere. "I membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite richiedono alle autorita' di Damasco che l'accesso della Amos sul territorio siriano venga concesso immediatamente e senza ostacoli", si legge nella dichiarazione dei Quindici, dunque comprese Russia e Cina. L'organo Onu deplora il rapido deterioramento della situazione umanitaria, in particolare il numero crescente di civili coinvolti, la carenza di cibo e di servizi sanitari disponibili, soprattutto nelle zone maggiormente interessate dagli scontri, come Homs, Hama, Deraa e Idlib. I Quindici richiedono altresi' l'accesso immediato, pieno e libero degli operatori umanitari, per garantire assistenza alla popolazione, e invitano il governo siriano a collaborare pienamente con l'Onu e le altre organizzazioni umanitarie per consentire l'evacuazione dei feriti provenienti dalle zone colpite.

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di Davide Gambardella
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