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Le proteste per la prima volta anche nella capitale Damasco

Siria: ennesimo Venerdì di protesta e sangue, 32 morti

Siria ha chiesto aiuto all'Iran per risollevare l'economia

Siria: ennesimo Venerdì di protesta e sangue, 32 morti
16/07/2011, 10:07

DAMASCO (Siria) - Si è concluso con almeno almeno 32 morti l'ennesimo Venerdì di protesta del popolo siriano contro il regime del presidente Bashir el Assad.

A 5 mesi dall'inizio dello scoppio delle manifestazioni più di 1500 civili hanno perso la vita e la situazione con il governo non è cambiata, sempre più feroce con la repressione.

Per la prima volta le proteste sono esplose nella capitale Damasco cogliendo il regime di sorpresa che è stato costretto all'annullamento della
''Conferenza di salvezza nazionale'', che doveva tenersi proprio in un quartiere della capitale.


Alla fine, secondo il coordinamento dei comitati locali, le vittime sono state almeno 23 a Damasco, dimostranti uccisi quando le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco per cercare di disperdere i cortei, e altri 9 nelle restanti città in rivolta: Hama, Homs, Idleb, Deraa, Talbisa e Diar al-Azor.

Abdel-Rahman, attivista dell'Osservatorio siriano dei diritti dell'Uomo, ha così spiegato l'importanza delle proteste: "E' stato un messaggio importante rivolto alle autorità, che ha dimostrato quanto sia cresciuto il movimento in tutto il territorio nazionale - aggiungendo - più di mezzo milione di persone sono sfilate per le vie di Hama e tra 450 mila e 550 mila a Deir Ezzor".

Da quando le proteste sono scoppiate il governo siriano deve lottare con la stagnazione dell'economia che ha aumentato il tasso di cambio a 53 pounds per dollaro, rispetto ai 46 di qualche mese indietro, e per contrastare questo fenomeno, ha chiesto aiuto all'Iran, suo principale alleato, che è pronto ad offrire 5,8 miliardi dollari in aiuti finanziari, per salvare lo Stato siriano.


 

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di Zaccaria Pappalardo
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