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L'opposizione vuole come precondizione la cacciata di Assad

Siria: i negoziati di pace sull'orlo del fallimento


Siria: i negoziati di pace sull'orlo del fallimento
24/01/2014, 20:02

MONTREUX (SVIZZERA) - Ormai è sull'orlo del fallimento la conferenza di pace sulla Siria, la cosiddetta "Ginevra 2". E tutto per colpo della cosiddetta opposizione che, appoggiata dagli Usa, sono ritornati a chiedere come precondizione per discutere di pace che il Presidente Bashar al Assad lasci il suo ruolo per affidare il Paese ad un governo scelto dai "ribelli". In realtà, nel Paese questa cosiddetta opposizione non ha alcun seguito, dato che è composta da un pugno di siriani nati e cresciuti negli Usa. I combattenti sono semplici mercenari armati dagli Usa e pagati da Arabia Saudita e Qatar (tutti presenti alla conferenza di pace), ma solo una percentuale minima è nato in Siria. 
Il mediatore Onu Laktar Brahimi ha dovuto accettare quindi colloqui separati, ma la delegazione del governo siriano ha minacciato di andarsene, se non si affronterà la questione sul serio. Quindi ora Brahimi dovrà convincere le cosiddette opposizioni a sedersi al tavolo delle trattative, ammesso che la sua idea sia il trovare un accordo. Ma è così? Perchè le aggressioni verbali di cui sono stati vittima i siriani alla Conferenza, nonchè le condizioni che Usa ed "opposizione" hanno voluto imporre sembrano i chiari sintomi di una volontà di rompere per poi accusare il governo siriano di non volere la pace.  

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di Antonio Rispoli
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