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Testo “ammorbidito” in diversi punti cari alla Russia

Siria: la nuova risoluzione Onu dovrebbe piacere a Mosca

Nel documento nessun riferimento alle sorti di Assad

Siria: la nuova risoluzione Onu dovrebbe piacere a Mosca
03/02/2012, 09:02

NEW YORK – La nuova bozza di risoluzione Onu sulla guerra in Siria dovrebbe accontentare questa volta anche la Russia. Che il dossier siriano stesse assumendo sempre più i toni di un vero e proprio braccio di ferro diplomatico lo si era capito, allo stesso modo in cui è più che chiaro come la pensi Mosca al riguardo. Alla fine, dopo la bocciatura, mercoledì scorso, da parte della Russia sul testo che puntava a rimuovere dal suo incarico il presidente siriano, il nuovo documento elaborato dal Marocco, e che avrebbe già ottenuto in via informale il consenso dei Paesi occidentali, pare contenga diverse concessioni alla Russia. In altre parole, questo testo di bozza sarebbe stato “ammorbidito” proprio nei punti in cui la Russia fino ad oggi si è sempre detta contraria.
Nel nuovo testo, infatti, su cui si attende ora il parere dei russi, è scomparsa quella parte del piano della Lega Araba che prevedeva le dimissioni del presidente siriano Bashar al-Assad e il conseguente passaggio di consegne al suo vicepresidente, come anche la frase “formazione di un governo di unità nazionale”. Dal testo è stato anche rimosso un paragrafo che esortava gli Stati membri ad agire per impedire il flusso di armi verso la Siria, altro passaggio che aveva trovato l’opposizione della Russia. Resta invece l’appello a desistere dall’uso delle armi, rivolto a entrambi i contendenti, e l’invito ad aprire a una nuova fase della storia della Siria, con multipartitismo ed elezioni democratiche. La risoluzione sostiene anche la decisione, presa il 22 gennaio, di prolungare la missione degli osservatori arabi.
Il nodo centrale per Mosca e anche Pechino era ed è il rischio di un intervento militare straniero nel Paese siriano, come avvenuto in Libia. L’obiezione della Russia, infatti, dipendeva dal fatto che nelle precedenti risoluzioni non fosse contenuto un concetto fondamentale e chiaro: una clausola per escludere che la risoluzione stessa potesse essere usata per giustificare un intervento militare straniero in Siria. E non è da escludere che anche questa volta possa appellarsi alla mancanza di questa clausola per imporre il proprio veto.

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di Antonio Formisano
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