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Assad nomina il nuovo premier dopo la fuga di Rijad Hijab

Siria: la ritirata “strategica” dei ribelli da Salaheddin

Migliaia i profughi che fuggono negli altri Paesi

Siria: la ritirata “strategica” dei ribelli da Salaheddin
09/08/2012, 20:45

ALEPPO – Il bilancio della giornata odierna in Siria segna un punto a favore del regime di Damasco. Le forze governative, infatti, hanno ripreso possesso del quartiere di Salaheddin, roccaforte della resistenza nella seconda città della Siria. L’Esercito Libero Siriano, la milizia dell’opposizione, ha confermato la ritirata “strategica”, promettendo dal canto suo di lanciare il contrattacco. Intanto, Bashar al-Assad incassa un’altra defezione di peso, con la fuga del suo capo del cerimoniale Muhi al-Din Maslamani, e nomina il nuovo premier, al posto del disertore Rijad Hijab.

Si tratta del ministro della Sanità, Wael al-Halki, un sunnita della provincia meridionale di Deraa, dove è nata la rivolta contro il regime. All’offensiva militare segue quella diplomatica, con l’amico Iran che ha ospitato una conferenza internazionale dedicata alla crisi siriana e bollata dalle diplomazie occidentali come un tentativo di distogliere l’attenzione dai massacri in corso.

Il ministro degli Esteri di Teheran, Ali Akbar Salehi, ha chiesto l’avvio di un dialogo “serio e inclusivo” fra governo ed opposizione, ribadendo un fermo no a “interferenze straniere e interventi militari”. All’evento erano presenti rappresentanti di oltre 25 Paesi, fra cui Russia e Cina; assenti, invece, i Paesi del Golfo, accusati di sponsorizzare i ribelli. Teheran ha inoltre smentito la morte, in un bombardamento lealista, di tre dei 48 connazionali rapiti a Damasco. Secondo l’Onu, il conflitto in Siria ha causato una vera e propria crisi umanitaria, con 1,5 milioni di sfollati interni mentre aumentano ogni giorni i profughi che si rifugiano negli altri Paesi.

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di Redazione
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