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All’alba violenti bombardamenti nella città di Homs

Siria: l’Ue plaude alla proposta della Lega Araba

Inviare una missione di pace congiunta con l’Onu

Siria: l’Ue plaude alla proposta della Lega Araba
14/02/2012, 09:02

BRUXELLES – L’Unione europea si schiera a favore della proposta avanzata dalla Lega Araba di inviare in Siria una forza di pace congiunta con l’Onu. A farsene portavoce è l’Alto rappresentante Ue per la Politica Estera, Catherine Ashton, che anticipa di essere in continuo contatto con il segretario generale della Lega Araba e con l’Onu, per far sì che tale proposta possa concretizzarsi al più presto possibile.
L’ipotesi, la più plausibile al momento, di mandare una forte presenza araba in territorio siriano, che collabori con l’Onu, ha come obiettivo principale quello di porre fine alle violenze nel Paese, aumentando la pressione internazionale sul regime siriano. Sempre l’Alto rappresentante Ue ha confermato le voci che circolano sull’imposizione di nuove sanzioni che vadano a colpire il regime di Bashar al-Assad: si tratta di una nuova tornata di sanzioni e misure restrittive, che dovrebbero partire con il prossimo Consiglio degli Esteri, in programma il 27 febbraio.
Se l’Ue plaude all’iniziativa della Lega Araba, a storcere il naso è invece Damasco, che giudica la presa di posizione della Lega Araba sulla crisi siriana come “una palese interferenza negli affari interni e una violazione della sovranità nazionale”. È con queste parole che una fonte del governo di Damasco respinge la richiesta di inviare in Siria una missione di internazionale di peacekeeping. L’attenzione, per il governo siriano, dovrebbe concentrarsi sulle operazioni terroristiche che prendono di mira Damasco: il regime, infatti, continua a sostenere che alla base delle rivolte in Siria vi sarebbero solo operazioni terroristiche lanciate contro la Siria.
L’altra dissidente, la Russia, fa sapere intanto che prenderà in esame la proposta della Lega Araba. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha annunciato che Mosca sta esaminando la proposta di invio dei caschi blu, ma ha ammonito che prima serve un cessate il fuoco. Sul territorio, intanto, si continua a combattere. La città di Homs, roccaforte della ribellione al regime di Bashar al-Assad, ha subito il più violento bombardamento degli ultimi cinque giorni; e nel mirino ancora una volta è finito il quartiere di Baba Amr. Stando a quanto viene riferito da fonti, cadrebbero due razzi in media al minuto”.

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di Antonio Formisano
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