Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

Uccisi dalle forze governative in tutto il Paese

Siria nel sangue, salgono a 60 i morti

Il popolo chiede l'abrogazione dell'art.8 della Costituzione

Siria nel sangue, salgono a 60 i morti
22/04/2011, 19:04

DAMASCO (SIRIA) – E’ pesantissimo il bilancio provvisorio delle vittime degli scontri in Siria: al momento sarebbero almeno 60 i manifestanti ammazzati dalle forze di sicurezza, ma il numero è destinato a salire. Tra di loro ci sarebbe anche un giovane di 11 anni, di cui non sono state però rese note le generalità.
Gli uomini del Governo avrebbero, secondo fonti locali, sparato sulla folla proiettili e gas lacrimogeni, raggiungendo coloro che protestavano per ottenere la democrazia nel paese. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto nei pressi di Daraa, zona meridionale della Siria, almeno dieci persone morire durante una marcia davanti al Comune. Altri cadaveri sono stati avvistati all’ospedale di Hamdan, vicino Damasco.
Le proteste di questi giorni hanno raggiunto livelli epocali: come ha spiegato Abdel Karim Rihaui, dirigente della Lega siriana di difesa dei diritti umani, i dimostranti hanno intonato il coro “libertà, libertà”, “il popolo siriano è unico”, “con il nostro cuore e il nostro sangue ci sacrifichiamo per i martiri”. Gli scontri comunque non accennano a diminuire: ieri il presidente Assad ha revocato lo stato d'emergenza, in vigore da quasi 50 anni in tutto il Paese, ma gli oppositori, che giudicano questa misura insufficiente, hanno mantenuto gli appelli a manifestare dappertutto. A Qamishli un gruppo di arabi e di curdi ha iniziato a sfilare di fronte alla moschea Qasmo, sventolando bandiere siriane. A Daraa, dove la contestazione nei confronti del regime è cominciata a metà marzo, quasi 10mila manifestanti si sono radunati a piazza al-Saraya nel centro della città. Molti di loro hanno esibito cartelli per chiedere "l'abrogazione dell'articolo 8" della Costituzione, che sancisce l'egemonia del partito Baath sulla società e sullo stato.

Commenta Stampa
di Ornella d'Anna
Riproduzione riservata ©