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Colpiti ufficiali del governo e la Banca centrale di Damasco

Siria: nuove sanzioni Ue e riconoscimento del Cns

Deciso il divieto di voli siriani: non per quelli passeggeri

Siria: nuove sanzioni Ue e riconoscimento del Cns
27/02/2012, 18:02

DAMASCO – Nuovo pacchetto di sanzioni contro il regime siriano di Bashar al-Assad. L’ipotesi di imporre nuove punizioni alla Siria era stata annunciata già nei giorni scorsi, ma solo oggi è arrivata l’ufficializzazione dei ministri degli Esteri dei 27, riuniti a Bruxelles. Le nuove sanzioni adottate vanno a colpire i beni di alcuni ufficiali del governo e in particolar modo la Banca centrale di Damasco: è stato confermato, infatti, il congelamento dei beni e il blocco dei visti ad altri sette ministri del regime di Damasco, in quanto “associati alle violazioni dei diritti dell’uomo” in corso nel Paese.
Ma non solo: l’Unione europea ha deciso di vietare l’accesso agli aeroporti Ue a tutte le flotte commerciali utilizzate da trasportatori siriani, al fine di bloccare il commercio di oro, metalli preziosi e diamanti provenienti dalla Siria. Vanno esclusi da questo divieto di volo, gli aerei che trasportano passeggeri stranieri che si trovano ancora in Siria e che intendono lasciare il Paese per tornare in patria. Queste nuove sanzioni adottate oggi a Bruxelles entreranno in vigore a partire da domani 28 febbraio, con la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue.
L’aspetto di maggiore rilevanza emerso nel corso del Consiglio Affari Esteri sembrerebbe però essere un altro.A darne l’annuncio è stato il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi: si tratta del riconoscimento del Cns, il Consiglio nazionale siriano dell’opposizione, “come legittimo rappresentante e interlocutore”. Terzi, lasciando la riunione a Bruxelles per dirigersi all’Onu a Ginevra, ha annunciato che il Consiglio nazionale siriano sarà “riconosciuto” dall’Ue “come legittimo rappresentante del popolo siriano”. Il ministro Terzi ha anche ribadito la sua posizione su una eventuale opzione militare per riportare la pace nel paese siriano: “Nessuno se la augura”.

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di Antonio Formisano
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