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“Non intervenire metterebbe a rischio pace”

Siria, primo ministro francese: sostenete intervento


Siria, primo ministro francese: sostenete intervento
04/09/2013, 21:30

AGGIORNAMENTO 21:30

Sostenere un’azione militare contro il regime siriano. È la richiesta del primo ministro francese, Jean-Marc Ayrault, dichiarando che ciò che è recentemente avvenuto “l’uso più massiccio" di armi chimiche avvenuto in questo secolo. Nel corso del dibattito nella seduta straordinaria del Parlamento per confrontarsi sulla questione siriana, Ayrault ha avvertito che "non intervenire metterebbe a rischio la pace e la sicurezza nell'intera regione". "Quale credibilità avrebbero i nostri impegni internazionali contro la non-proliferazione delle armi di distruzione di massa, tra cui le armi nucleari?", ha chiesto ai parlamentari in aula. "Che messaggio si invierebbe ad altri regimi, come ad esempio l'Iran e la Corea del Nord? E sto pensando a quelli come l'Itan e la Corea del Nord? Il messaggio sarebbe chiaro: potete continuare", ha aggiunto. Ayrault ha fatto comunque sapere che il Paese non prenderà nessuna decisione in merito all’intervento armato fino a che non si sarà formata una coalizione. 

RUSSIA - "Rispetto i protocolli che l'Onu deve seguire e il difficile lavoro fatto dagli ispettori, ma crediamo fermamente che le armi chimiche siano state usate e che le abbia usate Assad". È quanto dichiarato dal presidente Barack Obama nel corso della conferenza stampa congiunta a Stoccolma con il premier svedese Fredrik Reinfeldt, in riferimento alla situazione in Siria.
Proprio ieri, i leader della Commissione Esteri del Senato di Washington si sono accordati su una bozza di risoluzione che autorizza un'operazione militare limitata a 90 giorni escludendo esplicitamente l'uso di forze di terra. La decisione della commissione dovrebbe arrivare in giornata, dopo il colloquio tra il segretario di stato John Kerry ed il segretario alla Difesa Chuck Hagel.
Il presidente Obama dichiaraq che gli Stati Uniti sono pronti a fronteggiare Damasco, fornando "una risposta efficace che eviti l'uso di armi chimiche in futuro". Il presidente sostiene inoltre che l'approvazione del documento servirà ad "evitare che gli attacchi con armi chimiche da parte di Assad si ripetano in futuro". Gli Usa, ha aggiunto ancora Barack Obama, continueranno a fornire assistenza umanitaria al popolo siriano "anche in caso di un attacco militare" e "continueranno a sostenere la strada diplomatica" per una soluzione della crisi siriana che porti a una transizione che tenga conto di tutte le posizioni.
"Capisco che in Europa il ricordo dell'Iraq metta in dubbio l'accuratezza delle informazioni " sull'uso delle armi chimiche da parte del presidente siriano, "io ero contrario alla guerra in Iraq e non voglio certo ripeterne gli errori, ma avendo valutato le informazioni posso dire che queste armi sono state utilizzate", dichiara ancora il presidente in merito ai dubbi dell’Europa sulla Siria, in seguito alle informazioni dell’intelligence americana sulle armi di distruzione di massa in Iraq che non risultarono vere, ma afferma di non aver nessuna intenzione di ripetere quegli errori.
Obama ricorda, inoltre, la morte di 1.400 civile in seguito all’attacco contro damasco a causa dell’uso, presumibilmente, di armi chimiche.
Dal canto suo, il presidente russo Vladimir Putin non esclude un suo aiuto ma chiede comunque prove convincenti delle responsabilità del regime di Damasco nell'attacco del 21 agosto. "Se ci sono informazioni secondo le quali le armi chimiche sono state usate dall'esercito regolare di Bashar al-Assad, allora queste prove devono essere presentate al Consiglio di Sicurezza dell'Onu e devono essere convincenti", ha dichiarato in un'intervista concessa all'emittente televisiva pubblica russa channel 1. "Quindi siamo pronti ad agire nel modo più risoluto e serio possibile", ha aggiunto spiegando di "non escludere" l'appoggio ad un'azione militare che dovrebbe "comunque essere prima approvato dalle Nazioni Unite". Inoltre, sempre a Channel 1, Putin ha confermato che diversi componenti dei sofisticati missili anti-aerei a lungo raggio 'S-300' saranno inviati in Siria ma "il trasferimento complessivo non è ancora stato completato e - ha precisato - per il momento è stato sospeso”, ha dichiarato il presidente russo. ''Se ci accorgiamo che Damasco compie azioni in violazioni alle norme internazionali vigenti, valuteremo cosa fare in futuro, incluso il rifornimento di armi sensibili ad alcuni paesi'', ha affermato, minimizzando la cancellazione della visita a Mosca del presidente americano Obama, precisando che non si tratta di una catastrofe.

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di Erika Noschese
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