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Dalla Farnesina si chiede massimo riserbo sulla vicenda

Siria. Rapiti giornalisti italiani

“Avvisate le famiglie”

Siria. Rapiti giornalisti italiani
06/04/2013, 10:19

DAMASCO - Preoccupazione ed ansia per quattro giornalisti italiani, un reporter rai e tre freelance di cui non si hanno più notizie dal 4 aprile.
Sembra che siano stati sequestrati nella zona nord della Siria, al confine conla Turchia.
Voci preoccupanti che circolavano sono state confermate dalla Farnesina che ha rassicurato di seguire attentamente la vicenda.
Le trattative sarebbero iniziate e l'unità di crisi è stata prontamente attivata.
Intanto, arriva un monito dalle autorità diplomatiche “Occorre mantenere il massimo riserbo. L'incolumità dei connazionali resta la priorità assoluta”, si specifica.
I familiari dei quattro giornalisti sono stati avvisati e la Farnesina resta costantemente in contatto con loro.  Già dalle ore 23 di ieri sera, i nomi dei rapiti circolavano.
Si tratta di Amedeo Ricucci, inviato Rai, Elio Colavolpe, fotografo, Andrea Vignali, documentarista, e Susan Dabous, giornalista italo - siriana che collabora con alcune testate italiane tra cui “L’Avvenire”.
I quattro erano insieme per collaborare ad un progetto voluto da “La Storia siamo noi”, un esperimento di giornalismo partecipativo.
Sembra che il luogo del rapimento sia stato nella zona del confine, luogo incriminato per altri tristi analoghi precedenti.
Ad allertare le autorità, è stato un mancato collegamento dei giornalisti con alcune scuole.
Infatti, in questo progetto sperimentale erano previsti aggiornamenti costanti con alcuni studenti di San Lazzaro di Savena.
Al momento   del collegamento previsto, i contatti satellitari e telematici erano inesistenti. Successivamente è stato comunicato che i reporter italiani erano stati arrestati. Sembra che la causa del loro fermo siano stati filmati e riprese di postazioni militari sensibili.
La vicenda viene seguita con grande apprensione e premura.

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di Titti Alvino
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