Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

Damasco apre un’inchiesta sulla morte di Gilles Jacquier

Siria: si va verso la “No fly zone”. Come in Libia

Paese protagonista dell’operazione sarebbe la Turchia

Siria: si va verso la “No fly zone”. Come in Libia
13/01/2012, 09:01

DAMASCO – Anche in Siria si fa strada l’ipotesi di una “no fly zone”. La notizia non è ancora ufficializzata, ma stando a quanto viene rivelato dal capo della sicurezza del Cremlino, Nikolai Patrushev, diversi Paesi membri della Nato e alcuni Stati del Golfo starebbero lavorando per intraprendere in Siria il modello di intervento già utilizzato precedentemente in Libia.
L’alto funzionario russo affida le sue dichiarazioni a un’intervista rilasciata al quotidiano russo “Kommersant”, e a quanto pare il piano per l’imposizione di una “no fly zone” sarebbe già ad un livello avanzato: a differenza della Libia, dove sono state protagoniste la Gran Bretagna, la Francia e l’Italia, per questa operazione nei cieli della Siria pare sia previsto un forte coinvolgimento della Turchia, Paese fino a poco tempo fa amico di Damasco, ma ora suo nemico, con l’intervento di truppe di terra.
Dalla Siria, intanto, dove si continua a combattere e morire nonostante l’intervento degli osservatori arabi, il regime siriano ha annunciato di aver disposto l’apertura di un’inchiesta sulla morte ad Homs del reporter francese Gilles Jacquier, che lavorava per “France 2”. Tale annuncio di Damasco risponde alla richiesta avanzata dal governo francese, il più ostile al regime di Bashar el Assad.
La commissione sarà incaricata di accertare le circostanze che hanno portato all’attentato terroristico, che è costato la vita al giornalista francese e a diversi siriani: la squadra d’inchiesta sarà formata da un giudice, in qualità di presidente, il capo della polizia criminale di Homs, due esperti di armi e un rappresentate di France, la rete per cui lavorava Jacquier. Il giornalista è stato ucciso, secondo la ricostruzione di un collega della AFP, quando un è caduto sul gruppo di 15 reporter stranieri portato ad Homs dal ministero dell’Informazione, per seguire una manifestazione filo-Assad.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©