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Ue contraria: La Siria non è la Libia

Siria: Usa pensa ad un intervento militare

Ancora stegi a Homs. Muoiono 18 neonati

Siria: Usa pensa ad un intervento militare
08/02/2012, 18:02

Un vero è proprio dibattito quello che si è aperto circa i possibili interventi militari in Siria. Il Pentagono, per la volta sta pesando seriamente di intervenire per fermare il massacro che si sta verificando in Siria e per tale motivo ha cominciato a fare un bilancio circa le risorse militari da poter impegnare per tale obiettivo e un ipotetico piano di attacco contro Bashar al-Assad inizia a concretizzarsi. Dall’altra sponda dell’Atlantico invece c’è chi non la pensa nello stesso modo. L’Unione Europea ha già dichiarato il suo categorico pensiero contrastante: “ la Siria non è la Libia”, hanno sottolineato alcune fonti di Bruxelles.
Nel frattempo i Ventisette stanno pensando ad ulteriori sanzioni contro Damasco  che potrebbe essere confermate a fine Febbraio dal Consiglio degli Esteri. Tra questi il blocco dell’esportazione di fosfati e metalli preziosi potrebbe a breve essere realizzarsi mentre un team di esperti è stato inviato a Beirut ed Amman per mettere in atto una possibile evacuazione dei cittadini europei e del personale diplomatico.
Dalle diplomazie arrivano altre proposte: la Turchia pensa ad una conferenza internazionale sulla Siria, mentre in  Russia, è il presidente Dmitry Medvedev ad esporsi, sottolineando la necessita di continuare a cercare soluzioni coordinate, anche in sede Onu, "per aiutare i siriani a risolvere da sè la crisi".
Nei prossimi giorni la crisi siriana sarà al centro dei colloqui tra il Premier Mario Monti e il presidente americano Barack Obama. Ha comunicarlo è stato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, che ha inoltre manifestato grande preoccupazione e in particolare “l’irritazione” da parte dell’Italia per il massacro della popolazione civile.
In tanto in Siria si continua a morire. A Homes nel giro di poche ore si è arrivato a 52 vittime. Fa inorridire la strage di 18 neonati che erano nelle incubatrici e hanno perso la vita quando le bombe hanno provocato un black-out all'interno dell'ospedale di Al Walid.
Come comunicano alcune fonti la situazione umanitaria è tremenda e ad aggiungersi alla lista anche la morte di altri 20 civili per mano dei miliziani shabiha.
 

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di Alessia Tritone
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