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Siria, Usa pronti a intervenire


Siria, Usa pronti a intervenire
27/04/2012, 21:04

DAMASCO - Attentato kamikaze nel centro di Damasco, con almeno nove morti e decine di feriti, in un quartiere dove ogni venerdì si svolgono cortei di proteste anti-regime: almeno così assicurano la televisione pubblica siriana e l'agenzia ufficiale Sana. Stando alle notizie diffuse, sembrerebbe che il piano di Kofi Annan, l’ex segretario generale dell’Onu, non funzioni. E l’America sarebbe pronta ad un piano b con l’intervento diretto delle forze militari internazionali.  Di sicuro in Siria continuano le stragi: le immagini, drammatiche e cruente,  circolano sempre con maggiore frequenza. Per esempio il corpo senza vita di Fahed Saleh, 15 anni, di Homs, appare in un filmato amatoriale interamente coperto di ustioni.
Sul piano diplomatico, Kathleen Hicks, sottosegretario alla Difesa, ha confermato che il Pentagono sta valutando la possibilità che l'esercito americano venga chiamato a istituire zone di sicurezza lungo il confine tra Siria e Turchia. Eventuali operazioni non avranno però l'appoggio della Nato. Almeno secondo quanto ha detto oggi il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen, che a Roma ha ribadito per l'ennesima volta che la Nato non ha alcuna intenzione di intervenire a fianco del popolo siriano, vittima dell'incessante repressione da oltre un anno e che, secondo cifre non aggiornate dell'Onu, ha ucciso oltre 9.000 persone. Dal canto loro, le Nazioni Unite proseguono nella graduale applicazione della risoluzione n.2043 del 21 aprile, in base alla quale entro fine luglio la missione di osservatori Onu (Unsmis) sarà a pieno organico con non oltre 300 caschi blu.

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di GB
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