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Pechino annuncia le misure in un libro bianco

Siti web, la Cina non alleggerirà i controlli


Siti web, la Cina non alleggerirà i controlli
08/06/2010, 18:06

Nessun passo indietro da parte di Pechino sulla libertà d’espressione sul web. La Cina annuncia che non alleggerirà il controllo statale su quanto può essere espresso sui siti, né tollererà le critiche estere sulle proprie regole: è quanto contenuto in un libro bianco governativo presentato oggi, che mette la parola fine a mesi di discussioni sul grado di libertà degli utenti di internet e al dibattito che si era acceso nei mesi scorsi, quando Google aveva deciso di chiudere il suo portale cinese. Le tensioni tra Pechino e Washington, già tese su più fronti, tra cui la vendita di armi Usa a Taiwan, si acuirono così notevolmente, sino all’ennesima presa di posizione del Governo Cinese che un libro bianco di una trentina di pagine definisce internet la "cristallizzazione della saggezza umana", e ne incoraggia l'accesso, entro i prossimi cinque anni, del 45 per cento dei suoi 1,3 miliardi di abitanti, dai funzionari agli agricoltori, per farne uno strumento "in grado di trasformare il percorso dello sviluppo economico". "Il governo cinese incoraggia l'uso di internet nei modi che possano promuovere il progresso sociale ed economico, per migliorare i servizi pubblici e facilitare il lavoro e la vita delle persone", si legge nel documento. Nonostante sia la nazione col più largo numero di internauti al mondo, la Cina tiene sotto strettissimo controllo i contenuti sensibili relativi ad argomenti politici o etnici, sulla pornografia e la violenza, e anche su siti come Facebook, Twitter e YouTube, in gran parte o del tutto bloccati. "Proteggere effettivamente la sicurezza su internet è un importante compito dell'amministrazione della rete cinese, e un impegno indispensabile per la difesa della sicurezza nazionale e dell'interesse pubblico", recita il documento, che definisce come argomenti meritevoli di censura "l'incitamento dell'odio etnico e della secessione, il propugnare l'eresia, la pornografia la violenza e il terrore". Le critiche piovute sia dai politici occidentali, sia dai dissidenti e dagli attivisti per i diritti umani locali, accusano le autorità di Pechino di utilizzare queste vaghe definizioni per reprimere arbitrariamente qualsiasi critica al governo o argomento non gradito, come le politiche relative a Taiwan e al Tibet. Il libro bianco precisa che la Cina non accetterà alcuna critica esterna al suo regime di controlli, in quanto "nel territorio cinese la rete è sotto la giurisdizione della sovranità cinese. La sovranità su internet della Cina deve essere rispettata e protetta".

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di Davide Gambardella
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