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Cominciano ad emergere i retroscena della vicenda

Soldi e chiusura di Emergency in cambio degli italiani liberati


Soldi e chiusura di Emergency in cambio degli italiani liberati
19/04/2010, 09:04

KABUL (AFGHANISTAN) - Niente alta diplomazia o prese di posizione ferree del governo italiano rispetto a quello afgano, per ottenere la liberazione dei tre operatori umanitari di Emergency, sequestrati dai servizi di sicurezza afgani lo scorso 10 aprile. Ma molto più semplicemente un netto ricatto, a cui il governo italiano ha piegato il capo, senza alcun problema: allontanamento definitivo di Emergency da Lashkar-gah - la struttura medica verrà chiusa o affidata ad altre istituzioni molto più accondiscendenti verso le esigenze di propaganza della coalizione occidenmtale, come Medici senza friontiere o la Croce Rossa, legate a filo doppio e triplo ai governi occidentali - oltre a maggiori stanziamenti per alcune riparazioni da fare a Kabul e un risarcimento danni per i familiari di Adjmal Nashkbandi, interprete e nipote di un alto funzionario della sicurezza afgana, rapito dai talebani e poi ucciso.
Ma il discorso economico è relativo, serve solo a comprare l'OK dei rappresentanti locali. Il fulcro resta la cacciata di Emergency, che non si è mai piegata alle disposizioni di americani, inglesi ed italiani di curare solo chi dicevano loro e di tenere nascoste le tante vittime innocenti che i soldati occidentali stanno facendo quotidianamente, con i loro attacchi indiscriminati. E questo per ora l'hanno ottenuto.

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di Antonio Rispoli
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