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I ribelli accusano il Cicr di aver tradito la loro fiducia

Somalia: Al-Shabaab vietano gli aiuti della Croce Rossa

I miliziani parlano di "razioni alimentari scadute"

Somalia: Al-Shabaab vietano gli aiuti della Croce Rossa
30/01/2012, 18:01

MOGADISCIO - In Somalia è allarme aiuti umanitari. Il paese vive costantemente sotto pressione per gli attacchi terroristici del gruppo islamico insurrezionale Al-Shabaab e la dura repressione dell’esercito. La Croce Rossa ha sempre cercato di aiutare la popolazione, ma potrebbe essere costretta a ritirare il proprio personale da quella zona. I ribelli somali delle milizie islamiche Al-Shabaab hanno ordinato alla Croce Rossa internazionale (Cicr) di sospendere tutte le operazioni umanitarie nelle zone della Somalia sotto il loro controllo, colpite dalla carestia.
Gli stessi miliziani hanno diramato oggi un comunicato: “Il CICR ha tradito molte volte la fiducia della popolazione locale e, nelle ultime settimane, ha accusato a torto i mujahidin di ostacolare la distribuzione di generi alimentari”. Al-Shabaab sta cercando di mantenere il controllo in una regione martoriata dalla carestia, al limite delle sue forze. Il gruppo legato ad Al-Qaeda vuole imporre la sharia in Somalia e probabilmente non tollera l’ingerenza di gruppi umanitari di origine occidentale.
L’Onu calcola che in quelle regioni vivano 250 mila persone colpite dalla carestia, che la loro sopravvivenza è a rischio. Già all’inizio dell’anno la Croce rossa internazionale aveva dovuto sospendere la fornitura di aiuti alimentari per un milione e 100 mila abitanti nel sud della Somalia a causa dell’ostruzionismo delle milizie locali. L’obiettivo dell’organizzazione umanitaria è di arginare non solo la carestia, ma anche la siccità che ha flagellato il paese sin dall’ottobre del 2010. Nel corso del 2011 circa 250 mila persone in più sono state rifornite dei beni di prima necessità ed è stata depurata l’acqua per 400 mila cittadini. Ora i ribelli di Al-Shabaab accusano la Croce Rossa di aver “tradito” la loro fiducia, dichiarano di aver dato fuoco a tonnellate di “razioni alimentari scadute” destinate alla distribuzione provenienti dall’organizzazione umanitaria. Le accuse sono gravi, così come l’emergenza è altissima laddove la Croce Rossa è rimasta una delle poche organizzazioni internazionali attive sul territorio.

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di Emanuele De Lucia
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