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Ma l'opposizione attacca Zapataro:"Penalizzati i più deboli"

Spagna: approvata per un solo voto la manovra anticrisi


Spagna: approvata per un solo voto la manovra anticrisi
27/05/2010, 20:05

MADRID (SPAGNA) - Da leader amato e quasi indiscusso a premier oramai inviso a molti, troppi all'interno del Parlamento spagnolo; Josè Luis Zapatero, che oggi è riuscito a far approvare la manovra anticristi da 15 miliardi di euro per un solo voto, si trova da diversi mesi sotto il fuoco incrociato di stampa ed opposizione.
Con la risicatissima vittoria di oggi, per gli addetti ai lavori e gli stessi rappresentanti d'opposizione, il leader socialista non ha fatto altro che rimandare la sua caduta e quindi quella dell'intero esecutivo attuale al 2011; quando la coalizione oramai minoritaria dovrà far approvare il Dpef.
In Parlamento, Il cammino sempre più solitario di Zapatero, è sottolinaato anche dall'abbandono di una formazione politica, quella del partito basco Pnv, che negli ultimi due anni aveva sempre sostenuto i socialisti durante le votazioni per l'approvazione del bilancio statale. Un duro colpo psicologico oltre che politico che non ha causato la disfatta solo grazie all'astensione, "per senso di responsabilità", dei nazionalisti catalani di Ciu. Anche i membri del Ciu, però, non nascondono nefaste previsioni per l'attuale premier Spagnolo. L'impopolarità crescente del partito socialista e del suo leader è palesata dalla fitta pioggia di critiche piovuta sia dalle formazioni di destra che da quelle di sinistra che occupano il parlamento. In particolare, Il leader del Pp Rajoy, ha definito l'attuale premier "il principale problema dell’economia del paese" e lo ha subito dopo invitato a dimettersi.
La spada di Damocle ormai praticamente calata sul collo del leader socialista è rappresentata  dalla controversa e criticatissima manovra correttiva varata in fretta e furia a causa delle enormi pressioni degli altri paesi europei. Nonostante, fino a pochi giorni prima, Zapatero avesse negato a più riprese qualsiasi taglio agli stipendi degli statali, il congelamento delle pensione e il giro di vite sulle politiche di welfare, con la proposta approvata quest'oggi si è agito proprio tagliando del 5% i compensi dei lavoratori pubblici, congelando le pensioni ed operando riduzioni poderose alla spesa sociale.
E se di "grande debolezza" parla persino un giornale da sempre vicino all'esecutivo socialista El Pais, la condanna politica di Zapatero sembra oramai definitivamente firmata. La disoccupazione in Spagna è del 19% e la Fmi preme con forza affinchè si proponga ed adotti al più presto un'efficace riforma del lavoro. Come ciliegina marcia su una torta andata a male c'è poi il primo sciopero nazionale che il governo zapateriano potrebbe dover affrontare dal giorno del suo insediamento; previsto per fine giugno, lo stop totale dei lavoratori potrebbe rappresentare lo sgambetto finale per chi già ora si trova in ginocchio.

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di Germano Milite
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