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Il governo decide 27 miliardi di tagli

Spagna, la manovra più dura dalla fine del franchismo


Spagna, la manovra più dura dalla fine del franchismo
30/03/2012, 21:03

MADRID - Il franchismo è più vicino. Quella approvata oggi dal governo di Rajoy in Spagna è stata descritta come "la manovra più dura" dalla fine del regime di Francisco Franco: restrizioni per 27 miliardi di euro. Una sforbiciata del 16,9 per cento ai bilanci dei ministeri, congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici, aumento delle tasse sulle aziende e sul tabacco, scudo fiscale contro l'evasione, aumento delle tariffe per l'energia elettrica. Madrid, incurante della sofferenza sociale e delle proteste esplose in piazza, cerca di mettere una pezza sulla crisi "di spread" e alle preoccupazioni della finanza europea sullo stato di salute dei suoi conti. Questa è già la seconda manovra, che si aggiunge a quella di dicembre da 12 miliardi.

TAGLI- Il taglio del 16,9% alle casse ministeriali ha portato 10 miliardi circa di risparmi, l'aumento delle tasse sulle imprese genera 12,3 miliardi. Inoltre, se è stato deciso il congelamento degli stipendi pubblici, i rincari per i consumi saranno notevoli: +5% il gas, +7% l'energia elettrica. Ispiratore di questa manovra lacrime e sangue è stato il nostro Paese. Proprio sul modello di "quanto fatto in Italia" il governo di Rajoy ha approvato il giro di vite, e al Belpaese si ispira anche lo scudo fiscale, la tassa agevolata (in Spagna è il 10%, da noi il 5%) che dovrebbe incoraggiare il rientro di capitali detenuti illegalmente all'estero. Dopo le vacanze di Pasqua dovrebbe essere varato anche un piano anti frode, che dovrebbe permettere di recuperare 8 miliardi. Quanto alla popolazione, anche "litigare" costerà di più: è previsto un aumento delle tasse sui processi. Per ora, il governo risparmia welfare e consumi: niente aumento dell'Iva e niente tagli alle pensioni.  

L'IMPEGNO CON L'UE- L'esecutivo spagnolo ha confermato così l'impegno preso con Bruxelles di riportare al 5,3% a fine anno il deficit pubblico, dopo lo sforamento all'8,5% nel 2011, invece del 6% previsto. Ma l'impatto sugli spagnoli sarà molto duro. Il governo si muove sul filo del rasoio davanti al rischio di una frattura sociale, con un tasso di disoccupazione record in Europa del 22,85%, al 50% fra i giovani, un milione di famiglie senza alcuna risorsa, e all' indomani dello sciopero generale proclamato dai sindacati contro la riforma del lavoro varata da Rajoy che ha visto scendere in piazza centinaia di migliaia di spagnoli.

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di Gaia Bozza
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