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L'anno si è concluso con la vittoria del popolare Rajoy

Spagna: nel 2011 l'addio alle armi dell'Eta e fine dell'era Zapatero

Perde consensi la monarchia di Juan Carlos

Spagna: nel 2011 l'addio alle armi dell'Eta e fine dell'era Zapatero
30/12/2011, 20:12

MADRID - Anno nuovo per la Spagna che riparte dal Partido Popular di Mariano Rajoy. Il 2011 è stato un anno di svolta per il paese che ha detto addio a una delle icone della sinistra moderna, come Josè Luis Zapatero, leader socialista al potere dal 2004. Le elezioni dovute a una crisi economica che ha messo in ginocchio il paese iberico, hanno consegnato la Spagna ai popolari con una pesante eredità di 5 milioni di disoccupati, livelli molto alti di debito pubblico e una speculazione dei titoli spagnoli molto elevata.
Il 2011 è stato anche l’anno segnato dall’addio alle armi del gruppo separatista basco. L’Eta ha accusato molto il colpo della strategia di contrasto messa a punto dall’ex ministro dell’Interno di Zapatero, Alfredo Rubalcaba, candidato perdente alle elezioni del 20 novembre che hanno portato, invece, alla vittoria Rajoy. Non è servita ai fini politici una strategia che ha messo fine alla violenza dell’Eta, che ha causato in mezzo secolo la morte di quasi 900 persone. Il candidato alle politiche Rubalcaba, infatti, ha subìto una pesante sconfitta per mano dei popolari, che avevano già vinto alle regionali e alle amministrative di maggio. Per i socialisti di Zapatero, la data del 20 novembre ha rappresentato il peggior risultato elettorale del dopo Franco.
Anche la fiducia nella monarchia di Juan Carlos perde colpi a causa dello scandalo che ha visto protagonista Iñaki Urdangarin, marito dell’infanta Cristina e genero di re Juan Carlos. L’uomo è stato accusato di avere stornato fondi pubblici attraverso la Fondazione Noos di Barcellona, un ente per la promozione dello sport, di cui è stato presidente e aver dirottato le somme di denaro verso imprese di sua proprietà. Questo scandalo ha portato inevitabilmente a un calo di popolarità della monarchia spagnola, che aveva già perso punti nei confronti dei sostenitori della repubblica, già in crescita prima dell’affaire Urdangarin.

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di Emanuele De Lucia
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