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I sindacati contro il piano Zapatero: "Adesione al 75%"

Spagna, sciopero dei dipendenti pubblici: è paralisi


Spagna, sciopero dei dipendenti pubblici: è paralisi
08/06/2010, 19:06

Più della metà degli impiegati pubblici iberici ha incrociato le braccia contro la riforma Zapatero. Lo stato d’agitazione, convocato dai due grandi sindacati del Paese (Ugt e Ccoo) che contestano le misure decise nel piano di austerity del governo socialista, come il congelamento delle pensioni e il taglio della spesa sociale, ha raggiunto il picco del 75 per cento degli oltre 2,5 milioni di dipendenti pubblici fermi, mettendo in ginocchio l’intero settore terziario della Spagna. Ad innescare lo stato d’agitazione, la scelta del premier socialista di inserire un taglio del 5 per cento degli stipendi nel settore del pubblico impiego e un ulteriore congelamento dei salari per il 2011. Il pacchetto anticrisi, che prevede uno sfoltimento dei costi della spesa pubblica, ha scatenato le ire dei sindacati, i quali stanno manifestando in diversi centri della Spagna  L’esecutivo Zapatero prevede infatti di risparmiare circa 4,5 miliardi di euro nel 2010, e di bissare nel 2011 grazie al taglio degli stipendi degli statali. Stando ai dati, il deficit pubblico spagnolo ha toccato l'11,2 per cento del Pil nel 2009 e il governo si è impegnato a tornare sotto il 3 per cento imposto da Bruxelles per il 2013. Lo sciopero degli statali perturba oggi il funzionamento di scuole, ospedali, servizi amministrativi, ma come previsto dalla legge in tutti i settori è garantito un servizio minimo. Alla grande mobilitazione sono stati invitati circa 2,5 milioni di persone: le Comunità Autonome (regioni) garantiscono tuttavia alcuni servizi minimi nella sanità, istruzione, sicurezza e giustizia, in alcuni casi con le proteste dei sindacati di settore; nessun disservizio invece è previsto nel settore dei trasporti, escluso dal taglio dei salari. Non manca la guerra di cifre tra sindacati e Governo: l'esecutivo infatti ha fornito un dato definitivo del 15%, contro l'80% di adesione stimato dalle centrali sindacali. L'agitazione potrebbe precludere ad uno sciopero generale, specie se i negoziati per la riforma del mercato del lavoro in corso fra governo, Confindustria e sindacati non dovessero approdare a buon fine.  I sindacati inoltre non escludono di convocare, per la prima volta dall'arrivo al potere di Zapatero nel 2004, uno sciopero generale nelle prossime settimane. 
 

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di Davide Gambardella
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