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Exploit dei conservatori: 43,5%. Socialisti al 30%

Spagna, trionfa il Ppe: Rajoy ha maggioranza assoluta


Spagna, trionfa il Ppe: Rajoy ha maggioranza assoluta
20/11/2011, 20:11

MADRID – Termina l’era Zapatero e gli spagnoli scelgono di tornare nelle mani dei conservatori. Il Partido popular ha infatti vinto le elezioni politiche spagnole con il 43,5%% dei voti contro il 30% del partito Socialista. Questo il risultato degli exit poll diffusi da Radio nacional, che darebbe al partito di Mariano Rajoy la maggioranza assoluta (tra 181 e 185 seggi su 350). Se il risultato sarà confermato si tratterà per i popolari del miglior risultato di sempre: Rajoy supererebbe i 183 seggi conquistati nel 2000 dal suo mentore Jose Maria Aznar. Crollano al loro minimo storico, il 30%, i socialisti che avrebbero conquistato tra 115 e 119 seggi, meno del precedente risultato peggiore nel 2000 quando con Jpaquin Almunia vinsero 125 deputati. Per Rajoy, 56 anni, si tratta del vittoria che gli venne strappata nel 2004 per la miopia di Aznar che subito dopo il terribile attentato dell'11 marzo del 2004 alla stazione madrilena di Atocha, malgrado i popolari fossero dati per vincenti, pur di stravincere attribuì all'Eta e non ai terroristi islamici la paternità dell'attacco che causò 191 morti e oltre 1.800 feriti. Tre giorni dopo, il 14 marzo, gli elettori punirono la menzogna daondo ai socialisti 164 seggi e ai popolari 148. In calo l'affluenza: alle 18, infatti, il dato era un 57,65%, di 3,3 punti inferiore a quello registrato alla stessa ora alle ultime elezioni legislative del marzo 2008.  Gli indignati, invece, avevano annunciato che non avrebbero votato per nessuno dei due candidati.
Le politiche di oggi sono le prime dalla fine del franchismo a non svolgersi sotto la minaccia di attentati dell'Eta: il gruppo armato basco ha annunciato il mese scorso la fine della lotta armata. Attualmente la Spagna è alle prese con una durissima crisi economica. E quello che veniva definito il "miracolo" spagnolo sembra un lontano ricordo. Eppure fino a 4 anni fa la Spagna viaggiava al 3.5 di crescita, era il "modello" da seguire nell'Ue, chiunque otteneva un prestito in banca per comprare casa o l'auto nuova. Adesso spicca l'altissimo livello di disoccupazione: il 22%, un record in europa, e il 44% fra i giovani.  
Gli editoriali della stampa spagnola sottolineano l'importanza per il paese del voto di oggi. La Vanguardia parla di "un appuntamento elettorale decisivo", El Mundo scrive che "si decide nelle urne il futuro della Spagna" e El Pais afferma che "il vincitore delle elezioni dovrà impedire che la Spagna perda la prosperità conquistata negli ultimi decenni". 
Le politiche si svolgono nel giorno del 36mo anniversario della morte del dittatore Francisco Franco. Per non turbare la giornata elettorale, la giunta elettorale centrale ha vietato le tradizionali commemorazioni che i nostalgici del Caudillo organizzano ogni anno il 20 novembre in Plaza de Oriente a Madrid. L'estrema destra le ha rinviate a domenica 27 settembre.

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di daga
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