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Più flessibilità per combattere la disoccupazione

Spagna: Varata l'attesa riforma sul lavoro

Incentivi finanziari per aiutare i giovani

Spagna: Varata l'attesa riforma sul lavoro
10/02/2012, 19:02

Un mercato più flessibile e un’intensa lotta contro la disoccupazione, questo è l’obiettivo che intende perseguire il premier spagnolo Mariano Rajoy. Negli ultimi mesi la disoccupazione è stata al centro delle più accese discussione, le statistche hanno infatti dimostrato che il numero degli spagnoli senza lavoro ha raggiunto il 22,85%, una percentuale mai stata così alta. È stata dopo la costatazione di tale situazioone che il Governo spagnolo ha varato l’attesa riforma del mercaro del lavoro. Ad annunciare quest oggi la riforma, al termine del Consiglio dei ministri, è stata   la vicepremier Soraya de Santamaria .
Il ministro del Lavoro Fatima Banez ha precisato che fra le principali misure approvate c’è: l'introduzione di indennità di licenziamento meno care per gli imprenditori;  un nuovo contratto a tempo indeterminato per autonomi e Pmi con meno di 50 lavoratori;  incentivi fiscali per l'assunzione di giovani sotto i 30 anni e di disoccupati di lungo periodo.
La dimostrazione di “una maggiore flessibilità” arriva anche dalla decisione, del nuovo decreto legge, di autorizzare le imprese di lavoro temporaneo  ad agire come agenti di collocamento, in oltre le imprese in crisi potranno sospendere l'applicazione dei contratti collettivi, flessibilizzando orari, funzioni e retribuzioni e gli accordi d'impresa saranno prevalenti su quelli settoriali.
Ad aggiungersi anche l’introduzione di agevolazioni fiscali di 3mila euro per la prima assunzione daparte di una Pmi di un giovane di 30 anni, la possibilità di versare il 25% dell’indennità di disoccupazione, in caso di assunzione di un disoccupato, come complemento della retribuzione di impresa e ancora 3600 euro come incentivi per l’assunzione di giovani e 4500 per la contrattazione di disoccupati di lungo periodo.
Queste  le principali novità che saranno applicate al fine di combattere la disoccupazione e pruomuovere “l’impiego stabile” e ridurre la “dualità” del mercato di lavoro tra contratti determinati e temporanei. Un    obiettivo questo, che Benez continuava e continua a sottolineare ancora oggi.

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di Alessia Tritone
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