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Ucciso l’invasore palestinese ed un ferito lieve

Sparatoria all’ambasciata turca di Tel Aviv


Sparatoria all’ambasciata turca di Tel Aviv
17/08/2010, 20:08

TEL AVIV – Ore di paura nell’ambasciata turca di Tel Aviv, in Israele, dove è stato ucciso un palestinese identificatosi come Nadim Injaz, proveniente dalla Cisgiordania, e che si era introdotto all’interno dell’ambasciata turca, prendendo due ostaggi. Secondo la radio israeliana, l'assalitore forse malato di mente e seminudo, avrebbe contattato il suo avvocato con un cellulare dall’interno dell’edificio. L’avvocato avrebbe riferito che l’uomo disponeva di un coltello e di una pistola, e richiedeva asilo politico, perchè affermava di essere perseguitato dai servizi di Intelligence israeliani e palestinesi, in quanto in possesso di informazioni pericolose sui vari dirigenti dell’autorità nazionale palestinese. Le autorità israeliane hanno confermato che l’uomo aveva preso in ostaggio alcune persone all’interno dell’ambasciata, mentre l’avvocato del palestinese ha dichiarato che il console e la moglie sono riusciti a fuggire. Il palestinese avrebbe anche telefonato al quotidiano israeliano Maariv, e qui identificandosi come Nadim Injaz, spiegava di aver già chiesto asilo politico presso l’ambasciata britannica quattro anni fa; secondo la stampa israeliana, anche allora si era barricato all’interno dell’edificio con una pistola giocattolo e con del liquido infiammabile, con cui minacciava di bruciare l’edificio se non gli veniva concesso l’asilo, oltre a chiedere di essere trasportato a mezzo di aereo in Turchia.
Secondo l’agenzia di Stato turca Anatolia, l’uomo sarebbe stato catturato dalle Forze di Sicurezza della sede diplomatica, ma sarebbe stato ucciso dagli agenti israeliani quando il palestinese si era avvicinato ad una finestra.
Inoltre, altri testimoni parlano di una persona ferita da un colpo d’arma da fuoco, forse partito dal secondo piano dell’ambasciata; secondo i servizi di soccorso israeliani, che non sono stati autorizzati ad entrare nella sede diplomatica, vi sarebbe stato un ferito lieve.
Nella zona, ad Hayarkon Street, chiusa al traffico, sono giunti i reparti speciali, gli agenti antisommossa della polizia israeliana, oltre ad alcuni negoziatori per evitare che la situazione potesse degenerare, alla luce delle recenti tensioni tra Israele e Turchia, dopo che Ankara ha manifestato una netta posizione contro Israele, in seguito all’attacco della Marina israeliana contro la Freedom Flottilla per Gaza, in cui sono morti otto attivisti turchi. La crisi fra i due Stati era iniziata a fine 2008, quando Israele ha lanciato un’operazione militare contro Gaza.

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di Dario Palladino
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