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Ottimista l'inviato americano in Egitto

States: possibile la pace tra Isreaele e Palestina entro l'anno


States: possibile la pace tra Isreaele e Palestina entro l'anno
14/09/2010, 21:09

SHARM EL-SHEIKH - Nonostante un'accesa diatriba sugli insediamenti d'Israele, i leader palestinesi ed israeliani sono ancora persuasi di poter raggiungere un importante quanto storico accordo di pace entro la fine dell'anno. A darne conferma è stato quest'oggi l'inviato della Casa Bianca in Egitto.
Nell'incontro odierno, il leader dello stato ebraico Benjamin Netanyahu e quello della Palestina Mahmoud Abbas, hanno trattato senza alcun riconstro positivo alla presenza del segretario di stato americano
Hilary Clinton.
A dispetto della momentanea infruttuosità dei negoziati e della moratoria israeliana di 10 mesi per la costruzione di nuove abitazioni in Cisgiordania che scadrà il prossimo 30 settembre, l'inviato statunitense George Mitchell si dice più che ottimista rispetto il buon esito finale delle trattive per la pace tra i due stati da sempre rivali. Intervistato dai giornalisti all'interno di un albergo nel Mar Rosso
, infatti, Mitchell ha assicurato:"Il presidente Abbas e il primo ministro Netanyahu continuano a pensare che questo negoziato, che spera di risolvere tutte le principali questioni, possa essere completato in un anno".
Eppure, il governo di Netanyahu, è composto in prevalenza da partiti assolutamente indisponibili ad un prolungamento della moratoria e decisi quindi a partire con le nuove costruzioni il prima possibile. Un tipo di politica che stride fortemente con le richieste sine qua non avanzate dai Palestinesi che, a tal proposito, minacciano di abbandonare subito le trattative qualora i lavori per le nuove abitazioni fossero avviati subito dopo il 30 settembre.
Tuttavia, insiste l'inviato Usa "il presidente Abbas e il primo ministro Netanyahu hanno anche ribadito la loro buona fede e la serietà delle proposte con cui hanno intenzione di portare avanti il negoziato". In ogni caso, nessuno dei leader, ha voluto rilasciare commenti ufficiali in pubblico e, al momento, i cronisti di tutto il mondo debbono accontentarsi degli slanci possibilisti della diplomazia americana.

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di Germano Milite
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