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Il capo di Emergency: "In Afghanistan diamo fastidio"

Strada, il Governo aiuti i nostri uomini


Strada, il Governo aiuti i nostri uomini
11/04/2010, 09:04

KANDAHAR - Il Governo si dovrebbe impegnare, ci dovrebbe proteggere, ma non so se ha intenzione di farlo. Esordisce così Gino Strada, fondatore dell’associazione umanitaria Emergency, commentando la cattura dei tre italiani arrestati ieri  (assieme ad altri sei afgani) a Lashkar Gah, nel Sud  dell'Afghanistan, con l’accusa di avere ordito un complotto ai danni del governatore della provincia di Helmand.
Le parole di Strada fanno seguito a quanto precisato dalla Farnesina subito dopo la notizia dell’arresto, e cioè che in casi come questi loro non sono tenuti ad agire perché “le persone in stato di fermo lavoravano in una struttura umanitaria non riconducibile nè direttamente nè indirettamente alle attività finanziate dalla cooperazione italiana". In pratica, trattandosi di un’organizzazione non governativa, hanno le mani legate. Da qui, il commento del capo di Emergency: “Il Governo italiano farebbe bene a impegnarsi di più per risolvere questa situazione vergognosa. Non può tirarsene fuori. Ma per ora non sembra che stia spingendo sull’acceleratore”.
L’operazione che ha portato all’arresto dei  tre,  due medici (Matteo Dell'Aira, coordinatore dell'ospedale di Emergency a Laktar e Marco Garatti) ed il tecnico della logistica Matteo Pagani, sarebbe stata condotta dai militari della National security afgana  dopo il ritrovamento di armi ed esplosivi nell’ospedale di Lashkar Gah. “E’ un’intimidazione. L’ennesimo attacco che subiamo. La nostra neutralità dà fastidio a troppi. Abbiamo denunciato più volte il clima in Afghanistan. Dalle operazioni militari che colpiscono in modo indiscriminato i civili, allo strapotere e alle connivenze delle autorità locali, spesso composte da narcotrafficanti che non tollerano il lavoro di Emergency, coperte e protette dagli eserciti occidentali. Noi siamo conosciuti da dieci anni in Afghanistan. Queste accuse contro di noi sono ridicole”, ha dichiarato Gino Strada.

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di Ornella d'Anna
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