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Intanto i talebani tornano a minacciare “vendetta”

Strage a Kandahar: 17 capi d’accusa per il folle Bales

Dovrà anche rispondere di aggressione e tentato omicidio

Strage a Kandahar: 17 capi d’accusa per il folle Bales
23/03/2012, 09:03

KABUL – La decisione dovrebbe essere formalizzata in giornata, ma secondo fonti dell’Amministrazione Usa saranno 17 i capi di accusa per omicidio, ai quali dovrà rispondere il sergente americano Robert Bales, il folle autore della strage nella provincia afghana di Kandahar: qui per mano sua, l’11 marzo scorso, morirono 17 civili afghani. Secondo indiscrezioni che vanno ad anticipare la decisione ufficiale attesa per oggi, il soldato Usa dovrebbe anche rispondere di altri 6 capi di accusa per aggressione e tentato omicidio.
Non si conoscono ancora bene le reali motivazioni che avrebbero spinto Bales, 38 anni, a compiere tale gesto, ma la ricostruzione di quanto accaduto prende sempre più forma: il militare, che era in Afghanistan per la sua quarta missione di guerra, dopo essere stato tre volte in Iraq, è accusato di essere uscito nella notte dalla sua base a Kandahar e di aver ucciso 17 persone in due villaggi vicini, tra cui donne e bambini. Inoltre, avrebbe anche dato fuoco ad alcuni cadaveri, prima di tornare nella base e consegnarsi. Bales è attualmente detenuto nel carcere militare Fort Leavenworth, in Kansas, in una cella singola. La giustizia militare Usa prevede che il pubblico ministero formalizzi i capi di incriminazione, da sottoporre quindi al suo comandante di unità, cui spetta la valutazione se siano sufficienti per procedere.
Non hanno alcuna fiducia nel processo i talebani. La strage di Kandahar ha incrinato ulteriormente i rapporti tra Usa e Afghanistan (arrivando tra l’altro dopo l’episodio del rogo del Corano, messo in atto da altri soldati americani). Questi, infatti, hanno nuovamente minacciato di vendicare la strage contro le truppe americane nel Paese: “Ci vendicheremo contro le truppe americane in Afghanistan, non abbiamo fiducia in certi processi”,  ha affermato al riguardo il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid.

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di Antonio Formisano
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