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Tensione dopo il raid, i testimoni: il soldato non era solo

Strage di civili in Afghanistan: "A sparare un gruppo di soldati Usa"


Strage di civili in Afghanistan: 'A sparare un gruppo di soldati Usa'
11/03/2012, 17:03

Una sparatoria senza un perché. Forse dettata dalla follia, oppure da un'azione mirata. Colpi che potrebbero essere partiti da più armi da fuoco. La versione dei fatti, quella fornita dai testimoni e dai funzionari del governo afgano, non parla di un killer solitario impazzito, ma di un "gruppo di soldati americani, che ridevano ed erano ubriachi". Quella ufficiale, invece, parla di un militare a americano in preda ad un raptus, che spara sulla folla e uccide almeno 17 persone e ne ferisce decine e decine, tra cui anche donne e bambini. Un bilancio che rischia di aumentare e di far scoppiare nuove violenze in Afghanistan per quello che al momento sembra il gesto isolato di un militare in preda ad un raptus. Il Pentagono smentisce categoricamente l'ipotesi dell'assalto di un gruppo armato e rilancia la ricostruzione che ad aprire il fuoco sui civili a Balandi Pul, nella zona di Zangabad del distretto di Panjwai, sia stato un uomo solo. Il governo di Karzai e la Casa Bianca intanto sono sull'orlo di una crisi diplomatica, ed è lo stesso presidente Usa Barack Obama ad intervenire assicurando che sarà fatta chiarezza al più presto.
Stando alla ricostruzione a stelle e strisce, restano ancora ignote le motivazioni del folle gesto e i dettagli, mentre è certo – secondo fonti americane – che l’uomo soffrisse di un esaurimento nervoso. Il militare, stando alla ricostruzione, ha sparato casa per casa e il bilancio non è stato confermato dall'Isaf che ha parlato di "un incidente che ha causato vittime civili". Tra le vittime, come riferisce la Bbc, anche nove bambini, secondo quanto reso noto da fonti afghane e Nato. L'Alleanza atlantica ha annunciato un'inchiesta sull'incidente, esprimendo "profondo rammarico". Ma in queste ore sono al vaglio anche le testimonianze di alcuni testimoni, che nella loro ricostruzione hanno parlato di un attacco ben organizzato di un gruppo di militari a stelle e strisce.
Il militare ritenuto unico responsabile della strage si è consegnato ai commilitoni che lo hanno arrestato. Dalle prime ricostruzioni sembra che il soldato sia uscito alle 3 del mattino da una base nel distretto di Panjwayi, nella zona di Kandahar, e abbia raggiunto i vicini villaggi di Alokozai e Garrambad. Lì è entrato nelle case, sparando sui civili.

"DONNE E BAMBINI UCCISI E BRUCIATI" - Secondo una testimonianza i corpi di molte donne e bambini sono stati prima uccisi e poi bruciati. Racconta infatti un reporter dell'agenzia Afp: "In una delle abitazioni c'erano i corpi di dieci persone, fra cui donne e bambini, che erano stati tutti uccisi e bruciati in una stanza. Un'altra donna invece giaceva morta all'entrata della casa. Sono stati uccisi e bruciati. Ho visto (fra i cadaveri) almeno due bambini di età fra i due e i tre anni, che erano stati bruciati". "In un'altra casa", situata in un secondo villaggio, "c'erano quattro persone morte. Ho visto i loro cadaveri stesi in una stanza. Fra loro c'erano due uomini anziani e una donna", racconta ancora la fonte giornalistica, che parla anche di un altro corpo in una terza abitazione. I nomi dei due villaggi colpiti, secondo il portavoce del governo provinciale di Kandahar, sono Alokozai e Garrambai, entrambi nel distretto de Panjwayi. 
 
KARZAI: UN CRIMINE IMPERDONABILE - Un "crimine imperdonabile". Con queste parole, il presidente afghano Hamid Karzai ha condannato la strage. Il militare Usa, ha detto Karzai, ha ucciso "intenzionalmente" e il suo crimine, per questo è "imperdonabile". Un crimine condannato duramente dal leader del governo afgano, che parla di “omicidi internazionali”. Tra le vittime, 17 secondo quanto detto dal presidente afghano Hamid Karzai, ci sono nove bambini e tre donne. Lo stesso Karzai, condannando la sparatoria, ha detto che si è trattato di "omicidi intenzionali" e ha chiesto alla Nato di fornire spiegazioni. Karzai ha definito il massacro "imperdonabile". "Il governo (afghano) ha condannato a più riprese le operazioni condotte sotto la denominazione di 'guerra al terrorismo' e che causano perdite civili. Ma quando gli afghani vengono uccisi deliberatamente dalle forze americane, si tratta di un assassinio e perciò di un'azione imperdonabile", ha dichiarato il presidente afghano in un comunicato, nel quale si chiedono quindi "spiegazioni al governo americano". 
 
ALLEN: INCHIESTA RAPIDA SUI FATTI - Il generale americano John Allen, che dirige l'Isaf, la forza armata della Nato in Afghanistan, ha assicurato oggi che tutte le persone responsabili del massacro di sedici civili afgani dovranno rispondere "pienamente dei loro atti", promettendo una "inchiesta rapida e approfondita". "Sono determinato a fare in modo che ogni persona la cui responsabilità sarà accertata risponda per i suoi atti", ha detto il generale Allen in un comunicato. L'ufficiale si è impegnato "con il popolo afgano affinché sia svolta una inchiesta rapida e approfondita".
 
LA CASA BIANCA: SIAMO MOLTO PREOCCUPATI - La Casa Bianca, profondamente preoccupata dalla notizia del soldato americano che ha aperto il fuoco su civili afgani, comunica che sta seguendo da molto vicino la situazione.  E' Caitlin Hayden, la portavoce del National Security Council della Casa Bianca a esprimere in modo chiaro l'enorme preoccupazione che il massacro compiuto dal soldato americano possa infiammare gli animi e provocare la rappresaglia della popolazione afgana contro i militari Usa e della Nato. L'America teme che si possano rivivere i momenti di grave tensione dei giorni scorsi, quando migliaia di afgani scesero in piazza per protestare contro il rogo di alcuni volumi del Corano, ad opera di alcuni militari Usa.

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di Davide Gambardella
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