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Nel 2009 Breivik voleva colpire Obama quando ritirò il Nobel

Strage di Oslo: tra i testimoni della difesa, un mullah

Per la difesa, la deposizione di esponenti di estrema destra

Strage di Oslo: tra i testimoni della difesa, un mullah
02/04/2012, 20:04

OSLO (NORVEGIA) - Sulla strage di Oslo del 22 luglio scorso, si allunga la lista dei testimoni. Geir Lippestad, il legale del killer Anders Behring Breivik, ha annunciato che chiamerà a deporre al processo personaggi vicini agli ambienti integralisti, tra cui un mullah ed esponenti dell'estrema destra. La follia di Breivik è tanto lucida quanto feroce e determinata. Il suo avvocato ha spiegato che l'uomo vuole dimostrare ai giudici di essere penalmente responsabile delle sue azioni. Quindi ha rifiutato la definizione di psicotico, attribuitagli da due psichiatri lo scorso anno durante una perizia. I risultati di una seconda perizia dovrebbero essere diffusi il prossimo 10 aprile, mentre Breivik comparirà in Tribunale il 16. L'avvocato ha spiegato alla stampa: "E' necessario vedere se gli esperti che hanno valutato Breivik, hanno respinto i suoi pensieri e le sue opinioni, in particolare che è in corso una guerra, tra Islam e Occidente, considerandoli allucinazioni paranoiche e una psicosi. La questione è sapere se esistono altri ambienti, anche ristretti, in Norvegia che sono dello stesso parere. Questo può avere una sua importanza per la questione della responsabilità penale".
Il piano criminale attuato da Breivik lo scorso 22 luglio, quando realizzò un doppio massacro davanti agli edifici governativi e nell'isolotto di Utoya, poteva avere un precedente. Il killer norvegese stava progettando un attentato contro Barack Obama, quando il presidente americano ritirò il premio Nobel per la Pace nel 2009 a Oslo. La notizia è stata pubblicata sul quotidiano norvegese Dagbladet. Pare che sia stato lo stesso Breivik ad averlo rivelato alla polizia. L'uomo avrebbe parcheggiato un'automobile imbottita di esplosivo nella piazza adiacente al Municipio di Oslo, dove si svolge la cerimonia del Nobel. Anche se non avesse colpito Obama, l'obiettivo di Breivik era quello di generare panico e mettere a segno un colpo simbolico al potere occidentale.

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di Emanuele De Lucia
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