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Parla il sospetto killer di Oslo

Strage in Norvegia: Breivik, “ atto atroce ma necessario”


Strage in Norvegia: Breivik, “ atto atroce ma necessario”
24/07/2011, 09:07

ROMA –  Ha dichiarato di aver fatto tutto da solo, Anders Behring Breivik (nella foto), presunto  “architetto”  e materiale esecutore della  strage in Norvegia.  Secondo gli inquirenti il sospetto killer di Oslo, estremista cristiano norvegese, stava preparando gli attentati almeno dall'autunno del 2009, secondo quanto scritto su un documento di 1.500 pagine che lui stesso ha pubblicato su internet. Nel memoriale, il norvegese spiega nei dettagli i preparativi della spedizione, invocando ''l'uso del terrorismo come mezzo per risvegliare le masse'', e dice di aspettarsi di essere ricordato ''come il più grande mostro dopo la Seconda Guerra Mondiale''. Nella strage almeno 92 persone sono rimaste uccise.  Anders Behring Breivik,  davanti alla polizia si è assunto la responsabilità del suo gesto ed ha spiegato che il suo “è stato un atto atroce ma necessario”.  Il legale che lo rappresenta, Geir Lippestad, attraverso  la  Tv norvegese, ha dichiarato  che lunedì il suo assistito comparirà davanti al  magistrato che dovrà decidere se rilasciarlo o se trattenerlo in carcere. Davanti al giudice, ha detto l'avvocato, “spiegherà tutto”.  Ma intanto il Paese è sotto shock per aver scoperto     con angoscia che i morti non erano stati 17, come era sembrato in un primo momento, ma molti di più  e che a provocare la strage non era stato il terrorismo islamico, come era stato ipotizzato, ma il fanatismo di un connazionale, il 32enne Anders Behring Breivik, bianco, biondo, cristiano fondamentalista con simpatie di estrema destra, iscritto a una loggia massonica e con avversione per l'islam e la società multiculturale.
I DUE ATTENTATI
Il primo nel centro di Oslo, dove un'autobomba è esplosa nel primo pomeriggio di venerdì  vicino alla sede del governo e alla redazione del tabloid Vg, provocando la morte di almeno 7 persone; il secondo, efferato, compiuto circa due ore più tardi, sull'isoletta di Utoya, dove si teneva un campo estivo annuale dei giovani del partito laburista e dove un uomo, in uniforme da poliziotto, armato di una pistola, di un fucile a canne mozze e di un'arma automatica, ha ucciso almeno 85 persone, per lo più adolescenti, imperversando per quasi un'ora e mezza indisturbato prima di arrendersi alla polizia. Fra le molte persone che si sono lanciate in acqua per salvarsi ci sono almeno 4 o 5 dispersi, che vengono cercati anche con l'ausilio d'un piccolo sommergibile. Se saranno trovati morti, potrebbe salire a 97-98 il bilancio delle vittime, non ancora definitivo per le gravissime condizioni di almeno una ventina fra i feriti.

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di Rosario Scavetta
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