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Sconfitta la battaglia di civiltà per uno Stato laico

Strasburgo: crocefisso nelle aule, vince il governo italiano


Strasburgo: crocefisso nelle aule, vince il governo italiano
18/03/2011, 15:03

STRASBURGO - La Grand Chambre della Corte Europea di Strasburgo ha dato ragione al governo italiano: nel procedimento, intentato dalla signora Lautsi (una finlandese che vive in Italia da molto tempo), per non avere il crocefisso nelle aule, è stata capovolta la sentenza di primo grado. Quindi è stato sentenziato che l'esporre il cocefisso in uffici pubblici non è lesivo della libertà di pensiero nè una ingerenza nelle convinzioni religiose delle persone.
Tutto era nato quando la signora Lautsi protestò presso la scuola per la presenza del crocefisso in classe e si rivolse al Tribunale civile per farlo togliere; ma il responso fu negativo. Stesso risultato in secondo e terzo grado. Quindi la donna si rivolse alla Corte Europea, la quale nel dicembre 2009 le dette ragione. Il governo italiano face ricorso alla Grande Chambre, che oggi ha emesso la sua sentenza.
Quale è il risuyltato? All'atto pratico nulla: non è un crocefisso che cambia l'idea religiosa di una persona. Ma il crocefisso in realtà è il simbolo del potere che ha la Chiesa nella scuola, di decidere i programmi scolastici e cosa insegnare e cosa no. E quindi per questo andrebbe eliminato: per il rispetto della Costituzione italiana, che dice che l'Italia è uno Stato laico.

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di Antonio Rispoli
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