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Violazione della possibilità di difendersi in tribunale

Strasburgo: la Spagna risarcirà un libraio negazionista


Strasburgo: la Spagna risarcirà un libraio negazionista
12/03/2013, 13:42

STRASBURGO (FRANCIA) - La Corte Europea di Strasburgo ha condannato la Spagna a risarcire con 13 mila euro Pedro Varela Geiss, proprietario di una casa editrice e di una libreria. 
Tutto inizia nel 1996, quando Varela viene condannato a 5 anni per "negazione dell'Olocausto" e "istigazione alla discriminazione, all'odio e alla violenza", dato che nella sua libreria vende libri considerati filonazisti. Dopo 13 mesi di carcere e il giudizio di secondo grado, l'articolo di legge in base a cui l'uomo è stato condannato, viene considerato incostituzionale. Per questo la condanna di Varela viene cambiata in una a 7 mesi per "giustificazione di genocidio". Su questo cambio di imputazione è stato fatto ricorso alla Corte Europea, che ha riconosciuto il fatto che all'editore non sia stato dato modo di potersi difendere adeguatamente nel processo. 
Ma è chiaro che sotto si ripropone una semplice questione: c'è o no libertà di espressione? E, nel caso specifico dei libri in questione, c'è o no la possibilità di fare liberamente una ricerca storica? Ovvio che ogni argomentazione va sostenuta e motivata, ma a parte questo, perchè impedire questi semplici principi ogni volta che ci si avvicina agli argomenti "nazismo" ed "Olocausto"?  

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di Antonio Rispoli
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